Foto di Antonio CastelluzzoUn pubblico composto da molte donne ha presenziato ieri, martedì 13 marzo 2012, al Workshop in Confindustria di Lecce, nel corso del quale sono stati presentati la “Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro” e il “Rapporto sul personale femminile e maschile della Regione Puglia 2008-2009”. Un incontro coordinato dalla Consigliera di Parità della Provincia di Lecce, l’avv. Alessia Ferreri, e che ha visto “protagonisti” il Presidente di Confindustria Lecce, Piernicola Leone De Castris, Stefania Leuci, Presidente Provinciale Comitato Plurale Femminile di Confindustria Lecce, Loredana Capone, Vicepresidente alla Regione e assessore allo Sviluppo Economico, Serenella Molendini, Consigliera di Parità della Regione Puglia e Vincenzo Santandrea dell’IPRES Puglia.

La stessa Ferreri è intervenuta per i saluti di rito, lasciando poi la parola al Presidente Leone De Castris, secondo il quale iniziative di questo genere permettono un’apertura maggiore, da parte delle aziende, nei confronti del mondo femminile. Stefania Leuci ha spiegato, invece, come parlare di parità di genere non sia un “discorso di sole donne”, ma che investa, più in generale, l’economia, il benessere e lo sviluppo delle future generazioni. Il Sindaco di Lecce, Antonio Perrone non è riuscito, ieri pomeriggio, a raggiungere la sede di via Fornari. A farsi portavoce e a portare i saluti del primo cittadino leccese, il Vicepresidente del Consiglio comunale Antonio Lamosa che si è detto soddisfatto di come le donne abbiano fatto dei progressi nella partecipazione al lavoro, dimostrando anche di avere capacità di inserimento maggiori “rispetto a noi uomini” in un contesto lavorativo. “Siamo al vostro fianco”, ha ribadito poi Lamosa, riferendosi, ovviamente, al folto pubblico femminile presente.

All’appuntamento di ieri, non poteva mancare Loredana Capone, in veste non solo Istituzionale, ma anche di donna impegnata quotidianamente come moglie e come madre. Parlando del “Rapporto sul personale femminile e maschile della Regione Puglia 2008-2009”, la Capone ha spiegato come nelle aziende con più di 100 dipendenti monitorate, la presenza del personale femminile nei ruoli di vertice è limitata, ma – ha aggiunto – laddove c’è, l’effetto è immediato. Ad un numero maggiore di donne occupate, corrisponde quindi un incremento produttivo. È innegabile – ha proseguito – che “la presenza della donna generi un valore aggiunto per l’impresa”. Loredana Capone ha posto poi l’accento sul problema delle dimissioni in bianco e dell’abbandono del lavoro per le donne che decidono di essere madri, esprimendo la necessità, anche attraverso la “Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro”, di fornire strumenti concreti che possano permettere loro di conciliare la vita professionale con quella familiare. A questo proposito, ha approfittato per raccontarsi: una donna dedita alla politica, al lavoro, ma che allo stesso tempo non vuole rinunciare alla sua famiglia, a soddisfarne le esigenze. L’assessore ha poi concluso, esprimendo l’importanza di incentivare anche qui, in Puglia, i servizi rivolti alla prima infanzia, sottolineando in particolare il modello “svedese”, un vero “paradiso legale” per le lavoratrici madri. L’augurio della Capone, rivolgendosi ai relatori, è stato anche quello di promuovere la cultura della diversità nei luoghi di lavoro.

È intervenuta, poi, la coordinatrice dell’incontro Alessia Ferreri, illustrando gli obiettivi che dovranno essere raggiunti in virtù della “Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro”. “Adottando questa Carta – ha spiegato – intendiamo rimuovere tutte le forme di discriminazione nei luoghi di lavoro, valorizzando, come diceva poc’anzi l’assessore Capone, le diversità nell’organizzazione aziendale. Con particolare riguardo – ha aggiunto – alle pari opportunità. Per rendere possibile tutto questo, occorrerà mettere in atto una serie di azioni concrete, tese, per esempio, a definire e attuare adeguate politiche aziendali in modo da estendere il principio della parità di dignità e trattamento sul lavoro a tutti i livelli di organizzazione dell’impresa ed integrarlo nelle decisioni riguardanti l’assunzione, la formazione e lo sviluppo di carriera che verranno prese così in base alle competenze, l’esperienza e il potenziale di ognuno”.

Alessia Ferreri, prima di dare la parola a Serenella Molendini, ha introdotto la presentazione del “Rapporto sul personale femminile e maschile 2008-2009” sottolineando quanto previsto dall’Art. 9 della Legge 125 del ’91. L’obbligo, cioè, delle aziende pubbliche e private con più di 100 dipendenti di redigere un rapporto sulla situazione occupazionale maschile e femminile ogni 2 anni. “Solo attraverso l’esame e l’elaborazione statistica dei dati che emergono dai rapporti – ha spiegato la Molendini – è possibile individuare eventuali discriminazioni (squilibri tra maschi e femmine) e programmare politiche efficaci per rimuoverle e rendere il mercato del lavoro veramente inclusivo”. Abbiamo particolarmente atteso i risultati delle analisi sui dati che emergono dai questionari, relativi ai dipendenti delle grandi imprese pugliesi nel biennio 2008-2009 (inviati nel 2010). Il motivo? Oltre alla consapevolezza delle potenzialità del rapporto, attraverso il quale avremmo monitorato e capito le caratteristiche, i tempi e i luoghi in cui sarebbero persistite le diseguaglianze – ha proseguito la Consigliera regionale di Parità – ci preoccupavano gli effetti e le ripercussioni della crisi sul nostro territorio e sulle donne, già particolarmente a rischio di perdere il lavoro. In effetti, nel biennio 2008-2009 sono emerse in Italia, e quindi anche in Puglia, difficoltà economiche importanti. Da tener presente il dato relativo alla quota di occupazione femminile, pari ad un modesto 31%, a conferma che la presenza delle donne nel mercato del lavoro non solo è storicamente inferiore, ma non è neanche scontata, rispetto agli uomini. Abbiamo inoltre testato 4 grandi imprese pugliesi che operano in diversi settori di attività: Bridgestone, Aeroporti di Puglia, Ikea e Ariete. Al 2009 abbiamo rilevato, per esempio, il più alto indice di femminilizzazione (53,3%) nell’azienda Ikea, seguita da Ariete (50,6%), Aeroporti di Puglia (34%) e Bridgestone, con appena il 5,2% di donne nell’organico.

Per completare il quadro dei risultati, è intervenuto Vincenzo Santandrea che ha illustrato i dati del rapporto attraverso la proiezione di alcune diapositive. L’incontro di ieri si è concluso in serata con la visione di “consparitàpuglia.it”, la nuova piattaforma telematica su cui potrà essere compilato il questionario ministeriale per il biennio 2010-2011.

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