Foto Antonio CastelluzzoDilettanti della politica? Si forse. Ma chi l’ha detto che sia uno svantaggio.

Il Movimento 5 stelle Lecce, venuto finalmente allo scoperto nella conferenza stampa di oggi presso le Officine Cantelmo, è un cane sciolto nella politica locale.

Con un unico obiettivo: mettere al riparo la “genuinità” delle proposte per Lecce (programmate in una scaletta di venti punti essenziali) “dall’inevitabile distorsione” che subirebbero nella pressa del sistema partitico tradizionale.

“Non siamo un partito”, è il mantra di Maurizio Buccarella, avvocato 47enne. Più che un candidato sindaco per il Comune, un referente del gruppo, una cassa di risonanza delle idee maturate dagli attivi del movimento nel corso degli anni. Corrono in lista con lui 23 candidati (“abbiamo evitato di gonfiare la lista con nomi di amici e parenti”), rigorosamente incensurati e cittadini comuni. Volontari che hanno speso il proprio tempo ad inseguire l’idea che un’altra politica sia possibile.

Lo sforzo principale del Movimento, dal primo “V-Day” lanciato da Beppe Grillo nel 2007, mira ad un ribaltamento della visione comune delle cose, per riportarle all’originario significato di gestione collettiva dei beni comuni: “Un obiettivo realizzabile solo nel momento in cui si rinuncia alla delega in bianco concessa a questo o quel politico e il cittadino con l’elmetto torna ad occuparsi in prima persona di ciò che lo riguarda”.

Lo spirito del gruppo si traduce in una serie di “no” su privilegi a cui si rinuncia difficilmente: no ai rimborsi elettorali , no al professionismo della politica che assicura un posto fisso per tutta la vita, no ai corrotti e pregiudicati nelle fila dell’amministrazione cittadina. E soprattutto no agli apparentamenti con questo o quello scheramento: i candidati rispondono divertiti ai giornalisti che solleticano l’idea di un colpo di scena, immaginando Buccarella a braccetto con tizio o caio, da destra a destra passando per il centro. “Cambia poco”, precisa l’avvocato.

Foto Antonio CastelluzzoSe collocare il Movimento nello scenario politico locale (e nazionale) si traduce in un’impresa impossibile, “l’elemento di rottura radicale è nel programma”.

Cinque le strategie da cui ripartire: rifiuti zero, stop al consumo del territorio ed alla cementificazione selvaggia, l’introduzione di strumenti di democrazia diretta come i referendum a quorum zero, la mobilità sostenibile (“a partire da iniziative a costo zero, vedi l’utilizzo delle corsie preferenziali per il transito dei ciclisti”) fino al progetto del Comune “casa di vetro”, amministrato in maniera totalmente trasparente per favorire il controllo e la collaborazione dei cittadini.

Il voto dato a loro, sarà “un voto scomodo”. “Non intendiamo intercettare voti da altre liste. Chi crede nella vecchia gestione politica e nei partiti, per quanto gestiti come associazioni private e quindi serbatio di clientelismo ed arrivismo, fa bene a votare loro”, conclude provocatoriamente Buccarella.

 

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