Foto Antonio Castelluzzo“L’iniziativa – spiega a LABITALIA Caterina De Benedetto socia della  cooperativa sociale ‘Fatti di carta’ di Casarano, nata grazie al progetto ‘Tutela e valorizzazione delle lavorazioni artistiche e artigianali in cartapesta’ finanziato all’ente di formazione Associazione scuole

e lavoro dalla Fondazione con il Sud- è nata con l’idea di valorizzare il patrimonio di opere sacre in cartapesta appartenenti alle diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e Nardo’-Gallipoli, ai musei diocesani ed alle numerose chiese locali”.
“Siamo nove soci – dice – di cui sei sono lavoratori, uno e’ volontario ed essendo una cooperativa di tipo B due sono ragazzi disabili. Abbiamo frequentato un corso dove abbiamo appreso le tecniche di lavorazione della cartapesta, l’argilla e la terracotta. Il resto lo ha fatto la tenacia e la passione. Il nostro obiettivo – sottolinea Caterina – e’ quello di tramandare questo mestiere alle nuove generazioni attraverso un processo di formazione-affiancamento, rivolto anche a soggetti in condizioni di svantaggio socio-economico”.
I nostri prodotti rigorosamente artigianali, sono idee regalo per ogni occasione – aggiunge De Benedetto – e oggetti per impreziosire la casa. Infatti accanto a una produzione artistico-artigianale di tipo tradizionale, abbiamo inserito forme di produzione piu’ dinamiche orientate a opere e manufatti”. Due sono i metodi base per lavorare la cartapesta. Con uno si usano strisce di carta, con l’altro l’impasto. Con il primo metodo, si strappano strisce di carta e si incollano sopra un oggetto come rivestimento per coprire un’armatura. Con il secondo metodo, si immerge la carta in acqua per formare un impasto della consistenza della pasta del pane. Questo impasto puo’ essere utilizzato gia’ cosi’, oppure va grattato una volta asciutto e usato come polvere da spennellare come ultimo strato. Rendera’ un effetto marmoreo all’oggetto.

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