Foto Antonio Castelluzzo“La scelta del disegno di legge – invece del decreto legge – quale strumento normativo per intervenire sul mercato del lavoro, costituisce uno stop traumatico all’azione riformista del governo Monti.”

Lo comunica in una nota l’on. Alfredo Mantovano. ” Finora tutti i provvedimenti di legge sono stati varati con la forma del decreto e sono stati approvati col voto di fiducia, in coerenza con l’esigenza di fare presto e di non disperdere la sostanza degli interventi. Su un punto così qualificante come il lavoro, con i mercati europei in attesa di un segnale chiaro in materia, un Esecutivo sostenuto in via eccezionale da forza politiche fra loro alternative non trova la medesima decisione nell’imporsi; ciò fa sì che il Pdl, principale partito presente in Parlamento, abbia pieno titolo a interrogarsi sul se e sul come della prosecuzione della collaborazione. Entusiasma poco, dopo aver approvato norme di non poco peso in tema di tassazione e di liberalizzazioni, la prospettiva di trascorrere i prossimi mesi a discettare sulle gazzette nazionali a proposito di articoli 18 e di maggiore o minore flessibilità. La sola Gazzetta che conta è quella Ufficiale: il resto è un dejà vu, vecchio di almeno dieci anni.”

 

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