Continua la lotta al fenomeno del lavoro nero. Ben quattordici sono stati infatti i cantieri edili ispezionati negli ultimi giorni dai carabinieri del NIL e nei quali sono state trovate numerose e gravi irregolarità.

Le ispezioni sono avvenute nei comuni di Nardò, San Cesario di Lecce, Squinzano, Casarano, Supersano, Lizzanello, Aradeo, Copertino, Giurdignano, Specchia e Ruffano.
Su 42 lavoratori identificati, ben 20 erano occupati “in nero” da periodi più o meno lunghi. In un caso, presso una ditta specializzata nell’estrazione e lavorazione di pietra leccese operante nel comune di Cursi, i Carabinieri hanno accertato che da più di due anni un imprenditore si avvaleva del lavoro in nero di due operai che, pertanto, erano completamente sconosciuti alla pubblica amministrazione. 
Per quanto concerne la normativa prevenzionistica, sono state accertate violazioni inerenti la mancata formazione e informazione dei dipendenti “in nero” che prima di essere impiegati non erano stati nemmeno avviati a visita medica a cura del datore di lavoro, per accertarne l’idoneità fisica. Altre inosservanze, non meno gravi e che, anzi, costituiscono statisticamente la causa del maggior numero di infortuni nei cantieri edili, soprattutto di quelli con esiti mortali, hanno riguardato l’omessa protezione delle postazioni di lavoro dalle cadute dall’alto e la messa in sicurezza dei ponteggi. Un committente dei lavori è stato denunciato per non essersi accertato preventivamente del possesso da parte della ditta esecutrice dei requisiti di legge (iscrizione alla Camera di Commercio, DURC ecc.).
Quattro i datori di lavoro segnalati dai militari all’Autorità Giudiziaria per violazioni della normativa prevenzionistica. Altri quattro imprenditori sono stati invece denunciati per aver indebitamente trattenuto sulle retribuzioni corrisposte ai propri dipendenti le quote di contributi a carico degli stessi, omettendo di versarle all’INPS, per un totale di € 9.101,00.
Per otto delle aziende ispezionate è scattato il provvedimento della sospensione dei lavori, per superamento della soglia del 20% di lavoratori in nero impiegati.
Ingente, inoltre, l’importo dei contributi non versati all’INPS: € 99.031,00 quelli omessi e € 11.750,00 quelli completamente evasi.
In tutto sono 66 gli illeciti amministrativi contestati, per un totale di € 77.954,00, concernenti per lo più la norma sulla cosiddetta “maxi sanzione” per lavoro nero, ma anche relativi alla tenuta del Libro Unico del Lavoro, all’omessa consegna dei tesserini di riconoscimento individuali e della lettera di assunzione e altro.
Altri controlli sono in programma per le prossime settimane, anche in collaborazione con l’Arma Territoriale, in concomitanza dell’arrivo della primavera e quindi di condizioni climatiche favorevoli per intraprendere lavori edili, soprattutto di quelli di ripristino e manutenzione delle abitazioni marine.

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