Non è tardata ad arrivare la replica di Roberto Martella, presidente dell’Ambito Sociale che venerdì scorso è stato tacciato dagli esponenti del PD di gestione clientelare e poco trasparente.

“Sono accuse gravissime”, ha dichiarato con calore. “che con sdegno l’Ambito non accetta e intende rigettare al mittente.”
E le accuse si sono concentrate su più fronti: l’Ambito Sociale secondo il PD si muove in maniera poco chiara cedendo al clientelismo e gestendo con poca trasparenza i fondi che sono stati erogati. In particolare l’attenzione si è incentrata sulla questione dell’associazione CABA, che forniva trasporto ai disabili che frequentano il centro sociale polivalente e che lo scorso 9 gennaio ha ricevuto una diffida a causa di alcune irregolarità. Secondo il presidente il Presidente Vincenzo Calamo non sono state fornite spiegazioni sufficienti a riguardo, perciò il PD sostiene che tale situazione sia conseguenza del fatto che l’associazione simpatizza per il centro-sinistra per cui sarebbe un problema di colore politico.
“Vorrei far notare”, ha oggi risposto Martella, “che la CABA fornisce tale servizio da dieci anni, periodo in cui l’amministrazione è sempre stata di centro-destra. Se la diffida è stata inviata è per altri motivi, perché a noi interessa come si fa il lavoro, non chi lo fa; senza contare che qualsiasi associazione deve essere completamente apartitica, per cui non vedo come possano stare in piedi tali accuse.”
“L’ambito territoriale sociale è composto da dieci comuni che vorrei ricordare hanno amministrazioni sia di centro-destra che di centro-sinistra: oltre a Lecce ne fanno parte anche Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama e Surbo e il piano di zona che è lo strumento dell’ambito è stato votato all’unanimità non solo da questi comuni, ma anche dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Lecce e dall’ASL con passaggi chiari e trasparenti che hanno portato alla realizzazione di numerosi servizi.”
Il consigliere Martella continua poi invitando lui stesso gli ispettori dalla Regione che il PD ha richiesto durante la conferenza di venerdì scorso, aggiungendo che l’ambito già possiede un tutor regionale con cui è in ottimi rapporti e da cui non ha mai ricevuto richiami.
La replica verte poi sulle accuse del vice presidente del consiglio regionale Antonio Maniglio che si chiede in cosa siano stati utilizzati i 9.700.000 euro erogati dalla Regione.
“Chiariamo la favola,” continua Martella. “I finanziamenti non li ha forniti solo la Regione, ma si tratta di un mix di fondi europei, sociali, regionali, cofinanziamenti del Comune di Lecce e dello Stato. I conti non sono stati fatti bene. Ricordiamo poi che i soldi sono stati trasformati in servizi e che 628.000 euro sono nelle tasche degli utenti grazie all’assegno di cura, di cui tra l’altro specifichiamo hanno potuto beneficiarne 189 disabili gravi. La Regione a tal proposito, aveva esteso il bando anche ai disabili lievi, creando così un aumento esponenziale delle domande che sono arrivate fino a 1200, causando non solo una quantità enorme di lavoro per i tecnici dell’Ambito, ma anche deludendo le aspettative di tante persone che speravano in quell’assegno.”
Quanto ai servizi con dati alla mano sono state fornite tutte le informazioni: sono stati creati in questi anni un centro diurno socio-educativo e riabilitativo per diversamente abili, un centro diurno per minori, un centro sociale polivalente per diversamente abili, un servizio di integrazione scolastica e prossimi alla realizzazione sono un servizio di educazione domiciliare per minori, un centro per la famiglia, un servizio di assistenza domiciliare sociale, una comunità socio riabilitativa e un centro per l’integrazione socio-sanitaria e culturale degli immigrati.
“Tutte le procedure si sono svolte con la massima trasparenza.” Continua Martella. “Non condivido le accuse che sono state fatte al personale competente che lavora nell’Ambito e che è stato accusato di essere frutto di clientelarismo. Per scegliere il personale è stato fatto un bando pubblico per 27 assistenti sociali, uno per comune e uno per quartiere per quanto riguarda la città di Lecce. Le domande pervenute sono state esaminate in base al curriculum, sono stati fatti dei colloqui e un esame scritto con busta chiusa. Tutto ciò è stato fatto nella massima trasparenza e lo dimostra il fatto che non abbiamo avuto nessun ricorso e nessuna critica.”
“Ora perché ci vengono mosse queste accuse?” ha poi concluso. “Questa è soltanto una farsa, una manovra politica in vista delle elezioni che vuole gettare fango su un servizio che fino ad ora ha dato i suoi frutti e su un lavoro che è sempre stato fatto con passione e con chiarezza. Se queste accuse fossero fondate, allora perché fatte proprio adesso e perché non presentate alla Procura della Repubblica invece che darle in una conferenza stampa? L’Ambito rigetta questo fango che allontana il cittadino da cosa è stato fatto realmente.”

 

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