Ormai è “toto nomi”. Mancano venti giorni alla presentazione delle liste e si rincorrono probabilità e certezze nella loro compilazione. Di sicuro c’è che le compagini saranno 8 per il centrodestra e 6 per il centrosinistra.

Nulla trapela dal centro e da quanti sosterranno Luigi Melica, che corre per l’Udc.
A sostegno di Paolo Perrone, la più forte sembra essere la lista del Pdl, che raccoglie tutti i consiglieri e assessori uscenti, da Monosi ad Alfarano, da Messuti a Signore, da Inguscio a Garrisi. Non ci sarà Dino Pagliaro, ormai transfugo nella lista del Movimento Regione Salento, dove spuntano anche i nomi degli avvocati Nicola Flascassovitti e Giancarlo Dei Lazzaretti. Nella fittiana Puglia prima di Tutto si ritroveranno Paolo Cairo, Eugenio Pisanò, Fausto Giancane, Walter Liaci, Antonio Carlà. In Fli, oltre all’ex presidente delle Officine Cantelmo Alessandro Delli Noci, ci saranno l’avvocato Francesco Pinto e l’ex assessore all’ambiente del Comune di Calimera Bernardo Monticelli Cuggiò.
Nella lista La Grande Lecce, benché non ci sarà il consigliere regionale Roberto Marti, sarà lui la spinta per le prime file, dove si schiereranno Luciano Marzo, arcinoto amministratore di condominio, e l’imprenditore Carlo Quarta. Completano il quadro la lista di Io Sud, dove al di là dei nomi storici non si conoscono ancora le new entry, e le due civiche del sindaco Paolo Perrone, per cui sono certi i nomi dei commercianti Mauro De Carlo, Stefano Ramirez e Cinzia Spedicato. Meno certe le formazioni in casa centrosinistra. Il segretario provinciale dell’Idv, Francesco D’Agata, certamente si candiderà accanto a Sabrina Sansonetti nella lista del partito, mentre per i socialisti novità non se ne conoscono, se non quella di un passo indietro di Paola Spoti.
Solo la lista “Lecce Bene Comune”, guidata da Carlo Salvemini, sembra la più prossima alla definizione. I nomi in lizza sono quelli di Irene Strazzeri, figlia del preside di Scienze Sociali Marcello Strazzeri; il responsabile dell’Adoc Alessandro Presicce; il farmacista  Giuseppe Nuzzoli; l’ex consigliere comunale Marcello Belgioioso; il consulente finanziario Renato Vernaleone. Nel Pd la situazione più vischiosa.  Allo squillo di tromba del segretario regionale Sergio Blasi, che vorrebbe un listone corposo con i nomi di parlamentari, consiglieri regionali e vertici democratici, in pochi per il momento sembrano voler rispondere. Non la deputata Teresa Bellanova, non il senatore Alberto Maritati, tanto meno il consigliere regionale Antonio Maniglio e i segretari provinciale e cittadino Salvatore Capone e Fabrizio Marra. Di sicuro c’è che la loro discesa in campo potrebbe portare più a dilaniarsi i voti l’un l’altro che a conquistare la fetta degli indecisi, per far innamorare i quali si punterebbe altrimenti alla società civile, come nel caso di Giovanni Marsella, ricercatore universitario. È in questa direzione che viaggiano anche le due liste civiche della candidata Loredana Capone, pronta ad attingere dal sindacato, come Antonella Perrone della Uil, o dal mondo accademico, in cui si vocifera la disponibilità di Aldo Romano, ex direttore dell’Isufi, o di Lorenzo Vasanelli, già prorettore.

 

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