La storia di una donna costretta a fingersi uomo, nella Sicilia prerisorgimentale, per vivere pienamente la sua vita e il suo amore. E, sul palcoscenico del Teatro Paisiello, l’attrice Isabella Carloni, coinvolgente e appassionata. Un appuntamento da non mancare, per le corde intense che riuscirà a suscitare, Viola di mare, lo spettacolo in programma martedì prossimo 20 marzo alle ore 21, per il calendario di Teatri Abitati.

Il racconto della vita di Pina, una donna che, alla fine dell’800, in un’isola siciliana in piena vicenda garibaldina, s’innamora di un’altra donna e per poter vivere quest’amore sfugge alla furia di suo padre e alla grettezza del paese accettando di vivere travestita da uomo per il resto della sua vita. Ispirata a una vera vicenda siciliana, raccontata da Giacomo Pilati in modo avvincente e realista nel romanzo Minchia di re (che deve il suo nome a un pesce ermafrodito, la donzella di mare, in Sicilia chiamato anche Minchia di Re, che a un certo punto della sua vita da femmina diventa maschio), la storia di Pina riflette anche la Storia più grande del Risorgimento italiano. La menzogna del suo corpo travestito è anche la menzogna di un Paese che in quegli anni sta nascendo, fra promesse tradite e speranze disattese. Ma la ribellione di Pina, la sua sfida, il solco doloroso della sua vita divisa in due, saranno anche, per l’isola, segnale di un possibile cambiamento. Un esempio di libertà che andrà a incidere sugli animi più della legge dei potenti. Una storia cruda che in scena diviene una intensissima partitura teatrale per attrice sola. Con grande vigore interpretativo Isabella Carloni ci cala nella realtà non troppo lontana di una Sicilia che non vuol sapere, che non vuole accettare, e ci fa assaporare i profumi e le sfumature di una terra così solare, così grande e cosi piccola allo stesso tempo, che guarda il mare a braccia aperte ma da quello si fa isolare. L’appuntamento è realizzato da Astràgali Teatro, all’interno del  progetto “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007 – 2013. Ingresso 10 euro. Info 0832.306194; 320 91 68 440.

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