Carlo, Loredana, Sabrina, gli stessi che si sfidarono alle primarie del centrosinistra lo scorso 22 gennaio, insieme inaugurano la campagna elettorale che li condurrà alla scontro elettorale con il sindaco uscente alle prossime amministrative di maggio

 

Loredana Capone è il candidato sindaco, Sabrina Sansonetti e Carlo Salvemini la appoggeranno, condividendo programmi e impegno politico; lo aveva stabilito il regolamento delle primarie, ma a convincere gli esponenti a fare fronte comune sono state le primarie di centrodestra, la grande affluenza, l’immagine di unità che la coalizione ha dimostrato e, non da ultimo, la riappacificazione di Pdl con Io Sud di Adriana Poli Bortone. Una soluzione, quest’ultima, su cui in pochi avrebbero scommesso dopo i tre anni di veleni tra il sindaco uscente e la sua “madrina politica” ma tant’è.

All’indomani delle primarie e per qualche settimana, i sostenitori di Salvemini avevano avuto qualche perplessità nel condividere il percorso con la candidata Pd, è toccato a lui, dalla sua pagina facebook dare valore al percorso comune che aveva deciso di compiere: “ogni coalizione è per sua natura imperfetta agli occhi dell’elettore, che ha griglie di gradimento diverse e soggettive; questo inevitabilmente accade quando il confronto politico è costruito appunto sulle alleanze di più forze e non sulle corse solitarie”. Una premessa dovuta a giustificare il suo sostegno alla Capone in virtù dell’obiettivo comune di non ri-consegnare la città alle forze di centrodestra: “preferite una nuova giunta Perrone Poli o una Capone Salvemini? io non ho dubbi: ora fate il vostro gioco…”. Un concetto ribadito anche stasera alle Officine Cantelmo, al centro del quale prevale sempre l’alternativa di governo da offrire agli elettori di centrosinistra. Pur riconoscendo un centrodestra forte, partecipativo, frutto di un lavoro mirato compiuto in questi anni – secondo Salvemini – e che ha “costruito” consensi al di là dei meriti della gestione comunale. “Noi non costruiamo macchine del voto, ma passione civica, vocazione al servizio, impegno disinteressato”.

Certo, la bravura nel radunare le truppe, Salvemini la riconosce al centrodestra, come riconosce l’unità e la coesione attorno al candidato sindaco per obiettivi che vanno anche oltre la vittoria comunale, perché una riconferma del centrodestra a Lecce, sarebbe un passo in più verso la Regione. E, se le vicende politiche cittadine si devono leggere attraverso la politica nazionale, il Pd non sta attraversando il suo momento migliore. Ha perso le primarie di quasi tutte le grandi città da nord a sud e, con l’ultima sconfitta a Palermo di domenica scorsa, c’è chi chiede addirittura le dimissioni di Bersani. Dall’altro fronte invece, il ritiro di Berlusconi dalla scena politica nazionale, si potrebbe leggere come il tentativo, riuscito, di rafforzare il partito che perdeva consensi. In maniera più ottimistica, invece, Loredana Capone ha parlato del tramonto del centrodestra, tentando di sfatare il mito di Lecce come roccaforte del centrodestra. “Il loro ultimo baluardo di potere perché non hanno nient’altro da fare se non occupare le poltrone che contano – per la candidata – noi vogliamo uscire da quello schema di potere venuto fuori dalle intercettazioni telefoniche di alcuni personaggi locali (a Lecce cumandamu nui), scardinando la cultura della prepotenza al potere e lo strascico di atteggiamenti mafiosi ”. Per tutti e tre la convinzione di partire per una campagna elettorale all’insegna della lealtà, della trasparenza, della condivisione e soprattutto dell’aiuto che ogni cittadino che si riconosce nella coalizione e nei programmi, vorrà volontariamente dare per proporre, promuovere e divulgarne i contenuti. A partire dalla presentazione di questa sera, seguita dal dibattito tra i presenti in sala, per chi ha voluto dare testimonianza di come la città è attualmente, tra disagi, carenze e barriere e come dovrebbe essere alla conquista del titolo di “capitale europea della cultura” o “porta d’Europa”.

 

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