Lecce si è mobilitata (“Noi Lecce”è inziziativa esortante) Ma si è mobilitata di sabato senza replica alla domenica sugli spalti ancora una volta spelacchiati anche per una partita definita “decisiva”.

Si contano 8.700 spettatori compresi abbonati ed una manciata di volenterosi palermitani; da non credere !
Al Lecce serviva la vittoria, a Bortolo Mutti probabilmente un punto: ne è venuto fuori un pareggio tra due squadre non splendide, arbitrate, occorre dirlo, mediocremente.
La porta palermitana si spalanca subito sul calcio di rigore trasformato da Di Michele; Bertolacci era stato agganciato a centroarea, dunque calcio di rigore sacrosanto. Venuta meno l’ansia di sbloccare il risultato il Lecce si muove armoniosamente, diventa ficcante, offre a Bertolacci, a cavallo tra l’11° e il 12° minuto, due palle che chiedono semplicemente di essere accompagnate in rete: richiesta vana; Bertolacci non le sfrutta. Ed allora il Palermo colpisce su calcio d’angolo con Munoz nella circostanza più incisivo di Benassi. A complicare questo paio di minuti sciagurati ci si mette Oddo: fallo da ultimo uomo, ritenuto da Tagliavento chiara occasione da rete, e conseguente espulsione; anni e anni di esperienza immolati sull’altare della ingenuità!
Cosmi sostituisce Bertolacci (abbastanza frastornato) con Tomovic; il Palermo gioca con Ilicic prima punta coadiuvato da Hernandez; nel Lecce le punte viaggiano a distanza siderale dai centrocampisti; quando Delvecchio, Giacomazzi e Blasi avanzano per fornire assistenza, il Palermo può godere di varchi invitanti: l’uomo in più pesa! Donati gode così di grande libertà mettendola talvolta a profitto. E tuttavia il Lecce non disarma; lotta, si impegna, cerca di costruire supplendo con caparbia volontà alla inferiorità numerica. Stupisce semmai la prudenza del Palermo quasi che il pareggio possa servire a togliere Mutti dalla graticola di Zamparini.
Al 40° si ristabilisce la parità numerica: rosso diretto per Bertolo aggressore nei confronti di Delvecchio a palla lontana.
Palermo compassato ed attendista anche in avvio di ripresa; compassato e sprecone con Ilicic il quale, lanciato da un maldestro appoggio di Miglionico, si invola verso Benassi telefonandogli però la conclusione (un pò alla . . .  Bertolacci).
La partita è interessante ( si usa questa espressione quando sarebbe da sfacciati affermare che è bella); questa è interessante, ma è il Lecce a credere nei tre punti più del Palermo costretto a registrare più di un brivido lungo la schiena. Mutti manda Budan a raccogliere eventuali cross, ma per un buon quarto d’ora non gli arriva proprio niente giacchè il Lecce ha piazzato le tende nella metà campo rosanero ed oltre. E’ il miglior momento dei giallorossi che stringono il Palermo a lungo alle corde: La formazione di Zamparini sbanda, cerca di addormentare il gioco, fraseggia, ma quando perde palla i giallorossi riprendono a mordere senza tuttavia riuscire a piazzare il colpo da KO.
Fuori Blasi, dentro Obodo al minuto 37; il Lecce che vuol vincere la partita, nei minuti conclusivi rischia anche di perderla: fuori Esposito per far posto a Corvia. Il recupero di 4 minuti è infarcito di colossali errori su entrambi i fronti; il Lecce avanti con il coltello tra i denti, il Palermo a punzecchiare pericolosamente.
Finisce in parità! il punto rtosicchiato a Parma, Fiorentina e Siena è un brodino che corrobora ma non placa la gran fame, e così la barca giallorossa continua a navigare alla ricerca del porto salvezza!

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

sedici + cinque =