Nuovi pulmini a metano che faranno la spola dall’ingresso della città al centro, sono stati presentati questa mattina in piazza Sant’Oronzo dal sindaco Perrone e dal presidente della Sgm Gianni Peyla. Totalmente attrezzati anche per il trasporto disabili

 

Con un finanziamento del Ministero dell’Ambiente che ha coperto la spesa per il 70 per cento, il comune di Lecce si è nuovamente dotato di pulmini, questa volta a metano, che opereranno un servizio di trasporto dal parcheggio di scambio all’ingresso della città, Carlo Pranzo, per il centro. Promotore dell’iniziativa l’allora assessore al Traffico e alla Mobilità Giuseppe Ripa, in collaborazione con la partecipata Sgm, su un costo complessivo di 270mila euro, con bando del 2010, per tre pulmini Iveco Daily attrezzati con piattaforme meccaniche a bandiera per il trasporto disabili. Tre unità di cui una grave e due parziali.“La postazione del disabile in carrozzella si presenta in termini di comodità sia per la discesa che per la salita – comunicano attraverso la scheda tecnica del veicolo – la rampa per l’accesso disabili, nella parte anteriore del veicolo, è munita di dispositivo con richiesta di fermata e assistenza”. Ogni pulmino avrà capacità di trasporto di 20 persone: 10 passeggeri seduti, 8 in piedi, 1 passeggero in carrozzella e 2 con ridotta capacità motoria. “Abbiamo immaginato di utilizzare questi pulmini, per offrire un servizio di navetta continua dal Carlo Pranzo al centro cittadino – ha commentato il sindaco – con una frequenza di 20 minuti ogni corsa, tra via XXV Luglio e via Cavallotti”. In pratica il servizio già svolto in passato dai minipulmini elettrici. Il costo del servizio sarà di 1,50 cent per tutta la giornata, dalle 7,00 alle 21,00 dal lunedi al venerdi, il sabato e la domenica si prolunga rispettivamente fino alle 1,00 e mezzanotte, un servizio ulteriore per chi vive il centro storico fino a tarda sera nei fine settimana. “Un servizio in via sperimentale che ci auguriamo di poter confermare nel Piano Traffico che faremo con la prossima amministrazione”. Un’ottima soluzione per chi voglia fruire del centro storico, secondo Peyla, che dovrebbe essere interdetto a qualsiasi altro mezzo. “Tra il filobus e i pulmini a metano, cerchiamo di disciplinare ad un nuovo metodo di mobilità urbana così che nessuno possa lamentarsi della mancanza di parcheggi o dei costi nell’ambito urbano”. Una soluzione a metà, dal momento che anche i parcheggi di interscambio sono soggetti al ticket per la sosta.

I pulmini a metano? Si sconfessa finalmente la scelta del filobus!

Interviene con una nota il candidato sindaco con la lista civica “Verso Lecce” Antonio Capone che sottolinea come: “L’inaugurazione in pompa magna dei tre nuovi pulmini a metano, alla presenza del sindaco e del presidente di Sgm, testimonia in maniera inequivocabile il fallimento del progetto filobus che si dimostra dannoso per l’economia cittadina e la vivibilità dei leccesi. Perrone, solo qualche tempo fa, aveva pubblicamente affermato che se la Magistratura avesse individuato zone d’ombra su quel progetto faraonico, che ha contribuito in maniera determinate al dissesto di bilancio, non avrebbe tardato un solo minuto a smantellarlo.

Si è reso conto che qualcuno sta pagando per un’indagine che riguarda proprio il filobus e non altre vicende in chiaroscuro del recente passato? O l’accordo con Adriana Poli Bortone, di cui il primo cittadino è ritornato ad essere alleato, sta cancellando la memoria di una vicenda certamente non in linea con gli interessi della città?“Verso Lecce” ritiene da sempre quell’opera non soltanto inutile ma, soprattutto, dannosa per l’economia di quel tessuto commerciale che, a causa di corsie preferenziali degne di una metropoli americana, vede ridursi gli spazi per la sosta dei potenziali clienti.

I pulmini a metano di oggi sono una sconfessione di quelle politiche della mobilità che hanno portato all’ideazione del progetto filobus. I candidati a sindaco non hanno scuse da accampare e dovrebbero, con onestà intellettuale, esprimere ai cittadini la propria posizione che non può più essere il portato di una melina intellettuale di basso livello”.

 

 

 

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