L’etichetta salentina Dodicilune si conferma tra le migliori tre etichette italiane nel presigioso Jazzit Award 2011, il referendum nazionale indetto dalla rivista Jazzit, che nella seconda edizione ha coinvolto oltre dieci mila appassionati e operatori del settore in Italia e all’estero. Dal 1995, Dodicilune è un viaggio a 360 gradi sulla strada delle musiche (im)possibili. Una visione a tutto tondo tra jazz, classica, contemporanea e le musiche del mondo.

Nella categoria “I migliori 100 dischi italiani e stranieri del 2011”, inoltre, sono stati segnalati due dischi editi da Dodicilune: Where the west begins: voicing Ornette Coleman della cantante pugliese Lisa Manosperti, affiancata nelle registrazioni da Roberto Ottaviano (sax), Domenico Caliri (chitarra elettrica) Giovanni Maier (contrabbasso), Zeno De Rossi (batteria). “Where the west begins mi è sembrato un titolo valido per inquadrare l’universo espressivo del musicista texano ed il mio relativo coinvolgimento nella sua opera”, sottolinea la cantante. Sebbene visto in modo preponderante come uno degli elementi chiave del movimento “free”, e talvolta oggetto di rivisitazioni con forzature armoniche, trovo che Ornette abbia scritto soprattutto dei temi di una potenza e suggestione pari a quelli dei più celebrati songwriters americani, come Gershwin e Porter, e dei suoi colleghi afroamericani, come Ellington e Silver, entrati nella Hall Of Fame e nel repertorio di migliaia di jazzmen di tutte le epoche e di tutti i paesi”; Seta del Lorelei Quartet, un lavoro, alla ricerca di una eleganza preziosa ed antica, che il quartetto tesse con trame delicate e sinuose, che incidentalmente attraversano il jazz sulla strada della riscoperta delle nostre radici musicali. Il quartetto genera un respiro unico e un flusso musicale, continuo e prezioso. L’ensemble, con le corde delle chitarre di Loris Deval in evidenza, fonde un magico lirismo ad impasti sonori unici: un jazz da camera permeato da profonde venature etniche, alla riscoperta dell’Essenza. Ancestrale e segreta, ma anche profondamente familiare, la musica che ne sgorga è indefinibile e forse proprio per questo indimenticabile.

Infine, nella categoria Migliore produttore italiano del 2011, si è classificato al quinto posto Gabriele Rampino, polistrumentista, autore di numerose colonne sonore e fondatore, con Maurizio Bizzochetti, dell’etichetta.