Sondaggi e planimetrie sono state al centro della conferenza stampa della candidata per il centrosinistra, Loredana Capone, questa mattina presso la segreteria di Piazza Mazzini. A cinquanta giorni dalle elezioni, cominciano gli appelli al voto. “I leccesi non si facciano intimorire dai sondaggi, possiamo vincere”

 

Una gigantografia in bianco e nero della planimetria di Lecce, “colorata” dai post-it che evidenziano i problemi per zone, è stato il resoconto del sondaggio che Loredana Capone ha presentato questa mattina. Su un campione di 1250 leccesi intervistati, ai quali si chiedevano i tre problemi principali che il futuro sindaco dovrebbe risolvere. Al primo posto c’è il lavoro, uniformemente in tutta la città. “Nel 2011 la Puglia ha visto un incremento dell’occupazione per il 49 per cento – ha dichiarato la Capone che della regione ne è il vicegovernatore – ma su Lecce i dati sono allarmanti”. Al secondo posto delle esigenze dei leccesi figura l’eliminazione del filobus, lo vuole il 68 per cento della popolazione. E poi, nell’ordine,  la manutenzione stradale inefficiente, i parcheggi a pagamento in misura superiore a quelli liberi, la mancanza di piste ciclabili, la scarsa illuminazione in alcune zone, l’assenza di raccolta differenziata, la scarsa presenza di forze dell’ordine, i bagni pubblici inesistenti, la regolamentazione delle aree mercatali e i muri sporchi. La candidata ha chiarito la sua posizione sulle prime tre richieste dei cittadini. Sul lavoro si era già espressa nella campagna per le primarie; aveva previsto 2mila posti di lavoro “spalmati” in 10 anni nei campi dell’energia, della mobilità e dell’ambiente. “Il sindaco uscente mi ha criticata ma non ha proposto un’alternativa al mio piano”.

La questione filobus e le polemiche che ne scaturiscono, non accennano a placarsi; la Capone aveva proposto al sindaco in carica una consulenza per l’eliminazione dell’opera o il riutilizzo della stessa per altri impieghi come per esempio il trasporto pubblico verso le marine. Tutto con la dovuta cautela sui costi e le possibili sanzioni europee, “ma il sindaco non ha mai dato risposta”. Le buche stradali, che costano al comune di Lecce un contenzioso annuo di 8 milioni e 100mila euro, sono state riempite la settimana successiva alla conferenza in loco della candidata “ ma io chiedevo una pianificazione corretta della manutenzione piuttosto che interventi a macchia di leopardo”. 

Ma tra  i sondaggi presentati, c’erano quelli a valenza politica, nei risultati sulle preferenze dei candidati e delle aree di appartenenza. Nel sondaggio commissionato subito dopo le primarie del centrodestra, “nel momento di massimo splendore del centrodestra rafforzato dal nuovo patto Pdl-Io Sud”, Perrone risulta il candidato favorito, seguito da Loredana Capone e da un numero considerevole di “indecisi” al terzo posto. Rispettivamente per circa il 38, il 26 e il 16 per cento. Un quasi 10 per cento invece si asterrà dal voto, un dato che segue il livello nazionale e proprio su quelli astenuti bisogna fare attenzione, secondo la Capone, che non siano “manipolati intellettualmente”, attraverso concorsi pubblici in sospeso che trasformerebbero un diritto in un favore. Meno preoccupata dei 12 punti che la separano da Perrone e forte del dato nazionale che vede il Pd al 43 per cento, Loredana Capone si rivolge direttamente ai leccesi. “Il centrodestra ha già raggiunto il massimo dei risultati e dell’organizzazione, inclusi i “tappezzamenti” della città con i 6×3, noi siamo in crescita, ci stiamo avviando verso la campagna elettorale e, tenendo conto che dai risultati del sondaggio non esiste voto disgiunto (la differenza di voto tra preferenza e lista, ammesso per le amministrative dei comuni con più di 15mila abitanti), l’azione del Pd sarà decisionale in questi cinquanta giorni prima delle elezioni”. Per Loredana Capone i leccesi non devono avere paura di esporsi, la posta in gioco è il cambiamento culturale della politica oltre all’alternativa della gestione amministrativa.  L’appello è andato anche agli apparati del suo partito, nell’impegno che dovranno proferire in virtù della volontà di dare un segnale forte di cambiamento, con la conseguente visibilità in ambito regionale e nazionale. “Al centrosinistra dico che possiamo scrivere un pezzo di storia, Perrone non vincerà al primo turno, i politici regionali e nazionali vengano a Lecce a darci una mano”.

 

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