Alla vigilia dell’8 marzo, simbolicamente riconosciuta come “festa delle donne”, Loredana Capone candidata sindaco a Lecce, ha proposto l’idea di democrazia paritaria a cui ambisce nella sua amministrazione. “Più spazio nei ruoli decisionali alle donne aumentano i successi in ogni ambito”

Con le consigliere Pd al comune di Lecce, Paola Povero, Angelamaria Spagnolo e Rita Quarta, la candidata sindaco ha tirato le somme del governo Perrone, una sola donna arrivata a metà mandato su 12 assessori, e ha proposto il suo 50 per cento, 4 su 8, di assessori donne qualora si aggiudicasse la guida del prossimo governo cittadino. D’altronde, è universalmente riconosciuto che dove ci sono donne ai posti di comando, qualsiasi amministrazione o società funziona meglio. Nell’ultimo report della Commissione europea, nel gap di genere se il continente è lontano dagli standard globali, con il 13,7 per cento, l’Italia si classifica ad un livello ancora inferiore con il 6,7 per cento.

Che dire di Lecce dove le donne non vedono riconosciuto nessun posto di comando nelle società in house, pur essendo in graduatoria, più avanti per meriti rispetto agli uomini. Stessa cosa nei ruoli politici e di amministrazione, per cui le consigliere Pd si sono battute nel cambiare gli articoli 65 e 69 dello statuto comunale con battaglie e ricorsi giunti al Tar e vinti, salvo poi essere impugnati dal comune di fronte al Consiglio di Stato. “Una battaglia politica e culturale – ha sostenuto Rita Quarta – alla quale l’amministrazione Perrone è contravvenuta non attribuendo ruoli di genere nei Consigli di Amministrazione delle società in house.  Salvo poi una rimodulazione con ingresso di Nunzia Brandi in Giunta che non ci ha aiutato nel proseguo della nostra battaglia”. Così come sono rimaste inevase le richieste fatte attraverso interpellanze, per poter offrire tempi e spazi della città idonei alla conciliazione casa-lavoro delle donne, per Angelamaria Spagnolo. “E’ sotto gli occhi di tutti – ha commentato la Povero – questa città nulla ha fatto, la cultura di centrodestra non ha logica su iniziative a sostegno delle donne come ha invece dimostrato di saper fare la Regione attraverso Loredana Capone ed Elena Gentile”. Ad avvalorare l’ipotesi della Povero, è intervenuta Sabrina Sansonetti, presidente regionale di Innovapuglia che considera le donne un patrimonio di talenti al riequilibrio del patrimonio umano. Mentre Loredana Capone insiste nel cambiamento di rotta che deve partire dal rinnovamento culturale, diverso dal metodo clientelare dell’attuale amministrazione, che preferisce far rientrare in Giunta un assessore uscitone l’anno scorso per intrallazzi strumentali.“A Lecce le donne superano per numero gli uomini di 3 mila unità, a molte di loro va data l’opportunità di partecipare attivamente alla politica e alle istituzioni, io sono l’unica donna in Italia candidata sindaco di una città con più di 90mila abitanti, questi sono i primati che vogliamo, in positivo mai in negativo”.

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