L’Onu si trasferisce a Roma.  Per qualche giorno, la Luiss Guido Carli e l’Università Europea prenderanno il posto del Palazzo di Vetro ma con un organico d’eccezione. Sono stati aperti lunedì, infatti, i lavori del RomeMUN (Model United Nation), la più grande simulazione internazionale dell’Onu in Italia,

aperta agli studenti universitari e liceali. Fino al 23 marzo, mille giovani aspiranti diplomatici, provenienti da 45 paesi diversi, avranno l’onore e l’onere di rappresentare virtualmente una delle Nazioni che siede nell’Assemblea delle Nazioni Unite.
Presidente dell’associazione “Giovani nel Mondo” e creatrice del RomeMUN è Daniela Conte, la quale tre anni fa ha deciso di esportare nella capitale la simulazione, sull’esempio di quelle che ogni anno si svolgono negli Stati Uniti. Una grande occasione per gli studenti di conoscere e sperimentare direttamente le complesse dinamiche internazionali legate alle attività delle Nazioni Unite e un modo anche per entrare in contatto con studenti provenienti da ogni parte del mondo. Non solo, ogni giovane partecipante si è visto assegnare un paese diverso dal proprio, di cui ha dovuto studiare approfonditamente storia, cultura, problematiche politiche e contingenze economiche e sociali: un lavoro complesso che porta i giovani aspiranti diplomatici a comprendere come muoversi nell’ambito di un’analisi geopolitica e che, certamente, funge da sprone per la cooperazione e la solidarietà tra gli stati.
Tra gli atenei presenti al RomeMUN anche l’Università del Salento che ha visto tre delle nostre menti più brillanti superare le selezioni: Maria Silvia Negro, Francesca Bono e Manuel Modoni, delegati rispettivamente per il Kenia, la Giordania ed il Chad.
«Internazionalizzazione, competitività e spirito di protagonismo sono gli elementi chiave del progetto RomeMUN – dichiara Daniela Conte – ma il tutto in un’ottica di collaborazione e in una visione inclusiva di tante realtà che si occupano di giovani».

Foto: Jacopo Quaranta

Federica Nastasia

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