Dalla collaborazione tra Asl di Lecce e associazione “AttivaMente” Puglia onlus , nasce il punto  il Punto informativo per le malattie neuro motorie per il Salento, inaugurato presso il polo didattico della sede di via Miglietta.

Oltre a fornire una corretta informazione sulle patologie, destinata ai malati e relative famiglie, l’obiettivo del progetto è di accrescere la partecipazione nella ricerca di cure sempre più efficaci. Il paziente è riposizionato al centro della comunicazione perchè considerato il destinatario finale di tutte le innovazioni.

La Sclerosi Multipla, la Distrofia Muscolare, l’ Atrofia Muscolo Spinale, il Parkinson e le Paralisi Cerebrale Infantili – solo per citare alcune delle possibili patologie – oltre a ridurre significativamente le capacità motorie, hanno notoriamente un impatto psicologico forte su chi ne ha affetto e su chi è chiamato a farsi carico, indirettamente, della malattia.

Lo sportello informativo sarà destinato, quindi, a lavorare soprattutto sotto il profilo umano, per tendere una mano alle famiglie in difficoltà e prive di punti di riferimento  restituendo al paziente la propria identità di individuo, al di là dei numeri che compongono il puzzle del sistema sanitario regionale.

“Iniziative di questo tipo rappresentano i migliori strumenti in grado di alleviare i problemi quotidiani dei disabili. Primo tra tutti il dramma della solitudine, un muro che può essere abattutto grazie ad un lavoro di ascolto e informazione one to one”, ha commentato la vicepresidente regionale, Loredana Capone.

L’accento sulla necessità di consentire “un decorso sereno della malattia”, per quanto possibile, fornendo un sostegno morale e psicologico, è stato posto anche dall’assessore alla Cultura, Simona Manca chiamata a consegnare i saluti istituzionali della Provincia di Lecce.

Il direttore sanitario dell’Asl Lecce, Ottavio Narracci, ha voluto invece sottolineare il il contributo fondamentale delle associazioni e del volontariato, grazie al quale “si è crato un altro nodo nella rete che mette in contatto le istituzioni con chi ne ha bisogno. Parliamo di un settore di patologie ad estrema fragilità, di pazienti totalmente dipendenti dall’aiuto degli altri, per i quali è necessario aumentare l’offerta dei servizi e che possono contare su una equipe di professionisti estremamente preparata”.

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