Le sevizie e le violenze sono le peggiori che si possano immaginare su un bimbo di soli quattro anni. Picchiato con una mazza da baseball, preso a cinghiate con forza, costretto ai lavori forzati (come pulire il viale e lavare la motocicletta), bruciato con l’acqua bollente o con le cicche di sigaretta. E non solo.

L’orco cattivo lo avrebbe anche minacciato di morte, costretto a confessare falsi tradimenti della madre, ingiuriato, costretto a ridere mentre voleva piangere perché lui gli tirava con forza la lingua, le orecchie e lo obbligava a fare flessioni fino allo sfinimento. Lui, l’orco cattivo, era il compagno della madre che, secondo l’accusa, avrebbe assistito senza battere ciglio a tanta violenza. Oggi il Tribunale monocratico di Gallipoli ha condannato quell’uomo a nove anni di carcere. Sedici ne aveva chiesti il sostituto procuratore Stefania Mininni. E’ stata invece condannata a tre anni di carcere la madre della piccola vittima.
A dare il via alle indagini, condotte dai carabinieri di Sannicola, la denuncia depositata da un prozio del bimbo. Per il piccolo si era costituito parte civile il curatore speciale Tiziana Petrachi, con l’avvocato Massimiliano Petrachi. Il collegio difensivo era invece costituito dagli avvocati Francesco Piro e Michelangelo Gorgoni.

 

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