La Rassegna di incontri letterari “Marzo D’Autrice” organizzata dalla Consigliera Provinciale di Parità Alessia Ferreri è un percorso che si snoda  lungo il mese di marzo 2012, durante il quale si converserà sui “diritti di genere”, tra letteratura e musica, nella navata della chiesa di San Francesco della Scarpa, uno dei luoghi più prestigiosi  del centro storico di Lecce.La Rassegna è organizzata in collaborazione con la Commissione Provinciale Pari Opportunità e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura Provincia di Lecce.

“Marzo D’Autrice” nasce da un’idea della Consigliera, “con l’intento di valorizzare e avvicinare le autrici/scrittrici locali ai cittadini,promuovendo e valorizzando la cultura della differenza di genere”.
Un programma ricco, racchiuso in tre appuntamenti: per 3 domeniche ci si incontra alle 18,30   durante le quali  interverranno  Alessia Ferreri, Consigliera provinciale di  Parità e, per i saluti Paolo Perrone, Sindaco di Lecce, Simona Manca, Assessore alla Cultura della Provincia di Lecce e Maria Teresa Maglio, Presidente Commissione Provinciale Pari Opportunità.
Questo il programma:

DOMENICA 18 marzo
Presentazione del libro: OLTRE IL SEGNO Donne e scritture nel Salento (secc. XV-XX) di Rosanna Basso (Lupo ed.) a cura dell’Associazione SOROPTIMIST di Lecce alla presenza di: Rossella Martini, Antonio Facchini e   Antonio Cassiano.

DOMENICA 25 marzo
Presentazione del libro:DONNE E LAVORO di Letizia Carrera (Palomar ed.)
a cura dell’Associazione L’OFFICINA DELLE PAROLE di Lecce alla presenza di: Pompea Vergaro, Paolo Pellegrino e Antonio Cassiano

DOMENICA 1 aprile
Presentazione del libro:  NOBELDONNE di Antonia Occhilupo (Milella ed.)
a cura dell’Associazione  FIDAPA sez. Lecce  alla  presenza di: Cristina Caiulo, M. Concetta Cataldo Giurì e Antonio Cassiano

I percorsi letterari saranno accompagnati da Intermezzi  musicali a cura di Elisabetta Opasich con “Canto a cappella” e Carla De Fabrizio al Violino.

La Rassegna letteraria vedrà come protagoniste tre autrici,  ciascuna con una proposta differente, calate nella realtà sia del passato sia del presente.
Nel primo appuntamento si dialogherà su: OLTRE IL SEGNO Donne e scritture nel Salento (secc. XV-XX) curato da Rosanna Basso, docente di Storia contemporanea presso l’Università del Salento: un percorso storico di vitale importanza che include non solo le scrittrici, ma  “le scriventi” del Salento, come scrive la curatrice nell’introduzione, offrendo delle conoscenze poco note e sconosciute ai più, con una sezione del volume  dedicata anche alle artiste musiciste.
Nel secondo, si parlerà su DONNE E POTERE di Letizia Carrera, ricercatrice di Sociologia  generale dell’Università  degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Il volume è il risultato di una accurata e puntuale indagine sul “mondo dei lavori e mondo della vita”, come scritto nel sottotitolo del volume. Con risultati  preziosi e  interessanti, attraverso i quali l’autrice propone un quadro generale molto preciso, traendo concrete considerazioni e riflessioni, dalle quali emerge l’inequivocabile necessità di un  indispensabile dibattito tra vita privata e pubblica. 
Nel terzo appuntamento, che conclude la Rassegna,  si converserà su “NOBELDONNE” di Antonia Occhilupo, Psichiatra nel servizio pubblico. Un percorso che l’autrice ha intrapreso “incontrando” 40 donne che hanno ricevuto il Premio Nobel  a partire dal 1901 ai nostri giorni. Un lavoro unico e prezioso, al femminile, nel panorama letterario del nostro territorio.

La Consigliera Provinciale di Parità, Alessia Ferreri, ha progettato in questi giorni, quando la primavera è alle porte, un interessante itinerario letterario di scrittrici locali. Una Rassegna  che  nei tempi contemporanei rientra in un  normale percorso culturale, ma che fino a qualche tempo fa non era tale. Mi soffermo brevemente su questa considerazione, che ritengo sia oggettiva, per trarne delle riflessioni.
Oggi gli scaffali delle librerie e delle biblioteche sono colme di libri scritti dalle donne, le quali propongono non solo romanzi o diari o lettere sparse, ma disquisiscono di arte, filologia, storia, filosofia e scienza; e tante sono le giornaliste.
Ma sappiamo bene che non è stato sempre così. Le scrittrici sono state ignorate per secoli, anzi, non dobbiamo andare lontano nei secoli, ma solo nei decenni per comprenderne i cambiamenti rivoluzionari che sono accaduti.
È sufficiente volgere lo sguardo ai primi del ‘900.
Le donne più audaci, per entrare e far parte della cultura, trovavano degli espedienti.
Tanto per fare alcuni esempi: Rina Faccio, agli albori del novecento, si ricostruì una vita grazie allo pseudonimo di Sibilla Aleramo con cui firmò il suo “Una donna” che le costò la separazione coniugale e soprattutto l’abbandono del figlio. Per Caterina Albert y Paradis, grande scrittrice catalana che firmò quasi tutti i suoi numerosissimi romanzi come Victor Català, era chiarissima la spinta all’uso dello pseudonimo, quando scriveva ad un amico: “La grande maggioranza ignorante rozza, alla donna che scrive, la priva subito dopo della qualità di donna di casa (che a me piace molto) e la trasforma in una sorta di gallo senza cresta, omaccione o amazzone”.
L’uso come dicono i francesi, di un “nom de plume”, quindi, era spesso garanzia di riuscita. Per entrare nel circuito letterario almeno altre due strade erano aperte: legarsi ad uomini importanti, così Elsa Morante e Dacia Maraini, al loro esordio, con Moravia; oppure porsi clamorosamente al di fuori delle regole, come Lou Andreas Salomè, propugnatrice dell’amore libero accanto a Friedrich Nietzsche e Paul Ree ed ancora, negli anni trenta, Anais Nïn con Henry Miller.
La stessa Grazia Deledda raccontava che, dopo aver scritto le sue storie di grandi passioni, la gente di Nuoro, le cucì addosso la fama di ragazza poco seria e che non si sarebbe sposata mai.
La scultrice Camille Claudel fu internata: era inaccettabile che una donna potesse fare la scultrice e che potesse superare il suo maestro Rodin.

Per tutto questo, e tanto altro ancora, proporre le scritture al femminile è una preziosità alla quale tutti dovremmo dare la giusta importanza, e tenere sempre presente che nulla è scontato e che dobbiamo essere grati a tutti coloro che, prima di noi, hanno permesso questi cambiamenti. Ma ancora non basta: non attendiamo che lo facciano solo gli altri. Ognuno di noi ha il dovere di continuare per questa strada, ciascuno per la propria competenza.
Così, oggi, diventa preziosa l’operosa attività che viene svolta nel nostro territorio “sulla cultura della differenza di genere” dagli Organi preposti.

Per info:
Ufficio della Consigliera di Parità c/o Provincia di Lecce – Palazzo Adorno
Via Umberto I – 73100 Lecce- Tel. 0832/683212 Fax 0832/683453
Email consiglierediparita@provincia.le.it

 

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