Il Terzo polo, rimodulato dopo l’uscita di Fli, ha ufficialmente presentato il suo candidato sindaco nella corsa verso le amministrative. Luigi Melica, professore ordinario di Diritto costituzionale ed espressione della società civile, già impegnato nelle consulenze per la costituzione della Regione Salento, con una breve esperienza in AN con Adriana Poli Bortone

 

Alleanza per l’Italia di Enzo Russo, Unione di Centro di Salvatore Ruggeri, Alleanza di centro di Fabrizio Camilli, e Moderati e Popolari di Antonio Buccoliero si presentano come Terzo polo in una posizione centrista rispetto alle altre due coalizioni e corrono per la poltrona di Palazzo Carafa. Tutti presenti alla conferenza di oggi nella saletta dell’hotel President, insieme al coordinatore regionale Udc Salvatore Negro e al senatore Francesco Chirilli. Il candidato sindaco, Luigi Melica, è stata la scelta fatta da una coalizione che, almeno in ambito locale, sembrava essersi sgretolata sul nascere. Le rotture interne sono avvenute con la fuoriuscita di Futuro e Libertà dopo che questa ha dimostrato la volontà, in seguito ufficializzata, di appoggiare il Pdl. Al posto di Fli è subentrato MeP di Buccoliero, a sua volta staccatosi da ApL di Pagliaro.

L’investitura di Melica sembrava essere avvenuta in seguito ad un chiaro schema di partecipazione autonoma alla amministrative, salvo poi appoggiare il centrosinistra con Loredana Capone, in caso di ballottaggio. Teoria smentita da Antonio Buccoliero, certo che il Terzo polo può dimostrare di saper governare la città, rispetto all’incapacità dell’attuale amministrazione. Le ripercussioni della politica nazionale salva Italia, secondo Melica, si faranno sentire a inizio estate, quando anche i comuni saranno chiamati a prendere decisioni delicatissime di tagli alle spese e reperimento delle risorse, a sostegno della comunità. Sarà difficile governare anche per le amministrazioni unite, per quelle tenute insieme da un provvisorio collante, sarà impossibile. In riferimento alla coalizione di centrodestra che, nell’assoldare forze numeriche, non tiene conto delle “ataviche conflittualità”. Il candidato ha descritto l’attuale realtà di centrodestra come tanti piccoli gruppi in lotta interna tra loro. Il gruppo Perrone staccatosi un po’ dal gruppo Fitto dal quale non condivide alcune scelte, il gruppo Mantovano che ha perso l’egemonia interna, il gruppo Poli Bortone che rivendica il “risarcimento” di tre anni di accuse, veleni e dissapori. Una così sfaldata realtà, per Melica, non è adatta alla guida di una città come Lecce. “La mia proposta è un Movimento salva Lecce che si confronterà con le categorie, ascolterà le necessità dei cittadini, sonderà le periferie e sarà attento alle esigenze di tutti”.

Il costante riferimento alle forze di centrodestra, anche da parte degli altri esponenti, hanno tuttavia alimentato l’ipotesi che anche il Terzo polo, come il centrosinistra, sa di dover combattere contro una forza numericamente più importante. “Noi puntiamo sul cambio di rotta – ha dichiarato il coordinatore provinciale Udc Ruggeri – e contro la drammaticità politica che ha caratterizzato Lecce negli ultimi anni. Ma il partito di Ruggeri non è uscito indenne dalle turbolenze politiche delle ultime settimane. Qualcosa è cambiato anche all’interno dell’Udc e i malumori non sembrano placati nonostante le risposte fuorvianti del segretario nel corso della conferenza. Prima Lucio Inguscio, rientrato nella giunta Perrone, poi il consigliere Wojetek Pankiewicz nelle sue dichiarazioni di non ricandidarsi ma di sostenere attivamente il centrosinistra, hanno dimostrato che le scelte messe in campo non sono state condivise. Per non contare i consiglieri provinciali, Quintana, Pendinelli, Siciliano e Tundo tutti impegnati nelle amministrative dei comuni di appartenenza, che si ritrovano “scoperti” di alleanze, determinanti per la loro elezione. Intanto i terzopolisti non puntano, secondo quanto dichiarato, ad accaparrarsi l’elettorato deluso né di centrodestra né di centrosinistra, ma a tutti i cittadini leccesi che possano credere nel cambiamento attraverso “una corrente moderata, unita e che vuole ridare dignità a Lecce; le nostre liste sono rappresentate dai migliori esponenti leccesi, crediamo più nel governo tecnico alla “Monti maniera” – per Ruggeri – non abbiamo bisogno di gente con le mani in pasta alle amministrazioni ma nelle problematiche dei leccesi. Le logiche di potere non ci interessano

 

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