“Apprendo oggi dalla stampa che il Comune di Lecce è diventato socio del Formez, il Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle Pubbliche amministrazioni, fondato su impulso dei ministri Brunetta e Gelmini, al grido di meritocrazia e trasparenza.

Da esperto nell’assistenza tecnica internazionale nei Paesi in via di sviluppo, ho unacerta esperienza nel campo della formazione e degli enti che si occupano di alta formazione e, al di là dei soliti annunci altisonanti, questo ingresso da parte del Comune di Lecce nel capitale sociale del Formez non mi sembra un gran che.
A comprovare i miei dubbi ci sono alcune inchieste giornalistiche proprio su questo ente, definito in realtà come un vero carrozzone, che costerebbe allo Stato una cifra enorme come 4,5 miliardi di euro all’anno. Per non parlare della presidenza, molto vicina al ministro Brunetta e remunerata con 20 mila euro al mese. O, peggio ancora, di altri loschi figuri facenti parte del Formez, individuati dalla magistratura come assidui frequentatori della camorra o inquisiti per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione.
Altre inchieste della stampa,poi, ne denunciano l’inefficienza.
Dunque mi chiedo: che servizi mai potrà avere una città come Lecce da un ente di questo genere? Dov’è il vantaggio?
Credo che le risorse umane, per ciò che serve a Lecce, esistano sul territorio, sia per formare il personale (attraverso l’Università del Salento) sia per tornare a esser protagonisti nell’ottenere risorse dai finanziatori europei e internazionali. È questa l’unica strada che il Comune di Lecce ha per poter affrontare le sfide del futuro, in un momento di crisi di risorse (si veda il bilancio del Comune).
E chiedo ancora: che fine ha fatto l’Ufficio Europa, fiore all’occhiello della precedente giunta Poli? Non funziona più? Non vi è traccia di quei progetti Interreg, con i quali il Comune aveva attratto finanziamenti per svariati milioni di euro, negli anni precedenti.
Per quanto mi riguarda, so bene quali saranno le linee di finanziamento  internazionale cui il Comune può accedere: parlo del projectfinancing, unito alla progettazione nell’ambito dei fondi disponibili con la programmazione UE 2007-2013. Questi ultimi costituiranno i principali strumenti attuativi di politiche volte alla realizzazione di parcheggi urbani ed extra-urbani, alla riqualificazione di strutture da destinare alla sanità, alla cultura ed allo sport, al mantenimento ed al miglioramento del patrimonio verde comunale, alla manutenzione della viabilità, della pubblica illuminazione e del sistema scolastico comunale, alla gestione ed al miglioramento dei trasporti pubblici locali, alla valorizzazione delle attività commerciali e produttive ed alla definitiva sistemazione della Zona Industriale leccese.
E ulteriori linee di finanziamento ci saranno sulla formazione dei giovani.
Ancora una volta, una proposta concreta”.

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