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Foto Antonio CastelluzzoE’ giunto all’epilogo il giallo sull’attentato che lo scorso 2 agosto portò all’esplosione del negozio Sogni in via Imbriani a Lecce e dove perse la vita l’attentatore, un giovane di 32 anni di nome Michele De Matteis. Un episodio che aveva gettato il timore di una ripresa degli attentati dinamitardi che negli anni scorsi hanno terrorizzato la città.

E invece a conferma dei sospetti degli investigatori della Questura di Lecce, i mandanti dell’incendio che poi per un incidente è si è trasformato in esplosione, sono stati gli stessi proprietari del negozio. Giampiero Schipa, 46enne, leccese, proprietario formale dell’esercizio commerciale, la moglie, Maria Speranza Bianco, 37enne di Surbo e il titolare del negozio Gerardo De Angelis, 60 anni, di Taranto sono quindi ritenuti i responsabili dell’intera faccenda e per questo sono stati arrestati nelle ultime ore dopo l’emissione delle ordinanze di custodia cautelare approvate dal Gip Nicola Lariccia.
Il movente che ha spinto i tre arrestati a servirsi di De Matteis sarebbe stato quello di intascare il denaro dell’assicurazione, che si aggirava intorno ad una somma pari a 550.000 euro, di cui 200.000 prodotti dai danni agli immobili e 250.000 per i danni alla merce.
Gli investigatori della Questura di Lecce, non hanno però creduto alla possibilità che dietro all’attentato ci fosse qualche episodio di stampo mafioso e hanno indagato su Schipa, sulla moglie e su De Angelis, insospettiti anche da alcuni elementi.
In tasca alle chiavi del cadavere di De Matteis infatti, erano state trovate le chiavi di Maria Bianco, riconosciute da alcuni particolari. Anche il fatto che nei giorni precedenti all’attentato – intorno a luglio precisamente – fosse stata portata via dal negozio una parte della merce e persino il costoso impianto di condizionamento fosse stato smontato preventivamente, aveva messo in allarme le forze dell’ordine.
A questo si sono aggiunte le ulteriori indagini circa il precedente attentato avvenuto circa un anno e mezzo fa sempre ai danni del negozio e che allora portò al risarcimento da parte dell’assicurazione di 16.000 euro. In quella circostanza il proprietario aveva ricevuto delle telefonate di carattere estorsivo che poi si erano rivelate fasulle. Tutti questi elementi, più altre indagini effettuate in questi mesi, hanno perciò portato le forze dell’ordine a ritenere responsabili dell’attentato gli stessi proprietari del negozio.
La somma intascata dall’assicurazione sarebbe poi servita per estinguere un debito che lo stesso De Angelis aveva nei confronti di Schipa, debito nato da precedenti rapporti commerciali tra i due ma che sarebbe stato eliminato grazie alla somma che ne sarebbe scaturita dall’incendio.
Non ci si aspettava però, le tragiche conseguenze che hanno portato alla morte di De Matteis. Il giovane infatti, quella notte del 2 agosto, ignorando il fatto che la benzina che aveva sparso per il sottoscale del negozio, sarebbe evaporata velocemente, è rimasto vittima dell’esplosione che ne è seguita.
Foto Antonio CastelluzzoSchipa adesso si trova nel carcere Borgo San Nicola di Lecce a disposizione delle Autorità Giudiziarie, mentre gli altri due si trovano ai domiciliari. Tutti e tre dovranno rispondere quindi non solo dei reati di incendio doloso e di truffa ai danni di assicurazione, ma anche di morte conseguente ad altro reato.

 

 

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