Non cambia niente, o quasi !
Un piccolo passo in avanti lo fanno tutte, anche il Lecce che non va oltre lo zero a zero sul sintetico di Novara a conclusione di una partita non avara di emozioni, ma certamente non esaltante: preoccupazione di non perdere equivalente alla voglia di vincere!

Due squadre con un pressante obiettivo: non perdere per non perdere il treno della permanenza in “A”, se poi si riesce a vincere, tanto meglio. A centrocampo c’è dunque tempo e spazio per ragionare e provvedere ad impostare la manovra ma con le punte lontanissime; operazione questa che impegna Giacomazzi e Bertolacci col corposo concorso di Brivio mentre Cuadrado si occupa di tamponare e ripartire lungo la fascia destra, ma con un occhio particolare su Rigoni che riesce a tenerlo basso.
Col passare dei minuti il ritmo cresce e con esso anche il tasso di confusione. Per sfondare servirebbe un ariete mobile e dunque Tesser richiama Jeda mandando in campo Caracciolo. Di Michele ha una buona palla sul sinistro quando scorre il 38°; la calcia al volo scheggiando la parte esterna del palo: una buona occasione.
Ma l’occasionissima capita qualche minuto più avanti a Mascara, libero davanti a san Benassi che dal suo “breviario” (breviario nel senso che lui non è un gigante) estrae l’ennesimo miracolo. L’intervallo, si suppone, servirà a Cosmi per valutare il progressivo impoverimento del lavoro di Cuadrado. Benassi paga a caro prezzo il miracolo di cui si è detto: il polso o forse il braccio, toccato da Mascara, non gli consente di tenere il campo; è il turno di Petrachi, terzo portiere giallorosso, mentre Cuadrado, talvolta in difficoltà, ricorre spesso al fallo così come Delvecchio già ammonito. C’è parecchio lavoro per l’arbitro che quasi non fa in tempo a riporre il giallo nel taschino che deve estrarlo rapidamente.
Cosmi si accorge che serve maggior filtro a centrocampo per porre argine alle iniziative novaresi in crescente intensità e dunque manda in campo Blasi al posto di Bertolacci; Tesser risponde richiamando in panca Mascara per Morimoto. Il Lecce arriva con una certa disinvoltura fino al limite dell’area novarese, ma lì è come se nessuno voglia assumersi la responsabilità di andare alla conclusione; Cosmi accarezza allora l’idea di mandare in campo uno che per tirare verso la porta non si fa certo pregare: Bojinov, ma al posto di chi ? La scelta cadrà su Di Michele che lascia spazio non al bulgaro ma a Corvia dopo che, al 24°, Di Michele ha indirizzato perfettamente palla verso l’incrocio dei pali: il tiro è preciso e potente, ma anche il portiere novarese è molto bravo nello smanacciare in angolo.
Le due squadre, per quanto visto in campo, hanno in comune una caratteristica: mancano entrambe nell’aggredire la profondità il chè consente ai blocchi difensivi di avere la meglio sugli attaccanti; ciò spiega almeno in parte lo zero a zero con cui si conclude il confronto che tuttavia fa registrare nei minuti di recupero una traversa (parte alta) colpita da Morimoto.
Al tirar delle somme la situazione in coda parrebbe immutata per via dei pareggi conseguiti da Siena, Parma, Fiorentina e Genoa; tutto come prima, dunque, se non fosse che un’ altra giornata per recuperare è volata via ed il tempo si accorcia!

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