Leggera, versatile, effimera eppure tagliente. E’ la carta, ma può essere la parola. Ed è la materia che l’artista Giancarlo Moscara ha plasmato per ideare il nuovo logo della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento.

Un foglio piegato ad origami, diventa un pacchettino con le ali: un gioco che rappresenta la deformazione del discorso e la natura profondamente mutevole della comunicazione.

Il nuovo logo, presentato dallo stesso Moscara e dal professore Stefano Cristante, è il simbolo di una voglia di riscatto di un corso di laurea tradizionalmente fragile ed esposto ai mille venti delle critiche, ma capace di generare trasformazioni positive. “Non rivoluzioni, ma quasi”, precisa Cristante già direttore dell’Osservatorio di comunicazione politica di Lecce, impegnato sin dal 2005 nella ricerca sul rapporto tra media ed elezioni politiche.

L’Osservatorio è pronto a scaldare i motori in vista della competizione elettorale per le prossime amministrative leccesi, promettendo analisi non solo di tipo quantitativo – come il monitoraggio settimanale sul rispetto della “par condicio”- ma di tipo qualitativo perché “le inquadrature il peso specifico delle domande rivolte ai candidati, non sono da meno”. Il risultato sarà una registrazione delle tracce di ciò che sta già accadendo, ma non è ancora visibile. L’attenzione è puntata sulle televisioni private (“solo in Puglia ne esistono 52, il doppio dell’intera Germania”) sulla comunicazione e le forme di spettacolarizzazione politica che viaggiano attraverso i nuovi, irrinunciabili, canali web: da facebook a youtube.

Il centro gravitazionale di tutte le dinamiche elettorali rimane “Smallville”: la Lecce tanto Barocca e turisticamente attraente, quanto “contenitore di sacche di medievalità”. “Non abbiamo fatto la scoperta dell’acqua calda”, sottolinea Cristante, ma il ritratto che emerge della politica porta a porta, quella che avvicina i candidati agli elettori, è impietoso: “Una rete di galoppini e di storie parentali compongono e determinano il risultato politico”. Il dato scientifico mette nero su bianco un comune sentire. E’ già accaduto 5 anni addietro, e siamo pronti a scommettere che quasi niente sarà cambiato.

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