Conflitto di interessi e falsità. La guerra sull’ospedale di Nardò va avanti a carte bollate e annuncia scintille il manifesto pubblicato da Spes Civium, il comitato che si batte contro la trasformazione del nosocomio neretino in casa della salute, lo stesso che solo qualche mese fa

ha presentato il progetto, nato dal basso, di ampliamento dei reparti fino a 465 posti letto. E questo per dimostrare l’inutilità della costruzione di un altro presidio ospedaliero nella vicina Collemeto, a servizio del distretto di Galatina, Copertino e Nardò. Spes Civium ci va giù pesante e accusa il sindaco Marcello Risi: “Abbiamo scoperto che all’ordine del giorno del consiglio comunale del 3 febbraio- è scritto sul manifesto- è stata prima inserita e poi ritirata in extremis la richiesta di riqualificazione urbanistica dei terreni posti dietro l’ospedale e che prevedeva che questi diventassero edificatori per edilizia privata, impedendo così la possibilità di essere utilizzati per l’ampliamento dell’ospedale. Abbiamo scoperto che il sindaco è anche l’avvocato di fiducia dei proprietari di questi terreni, vitali per le sorti dell’ospedale cittadino. Iniziamo a convincerci che il sindaco e la quasi totalità dei consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, pensano soltanto ai propri interessi politici e non agli interessi dei cittadini di Nardò. Le loro adesioni alle iniziative e alle pressanti proposte del Comitato civico sembrano false e opportunistiche”. Spes Civium, insomma, non le manda a dire. E, anzi, rincara la dose, annunciando il secondo esposto in Procura contro i sindaci dei comuni limitrofi per omissione di atti di ufficio circa i certificati di agibilità dei loro ospedali. Non solo. Si prepara anche il secondo ricorso al Tar di Bari, visto che finora “l’ufficio legale del comune non ha ancora disposto e inoltrato l’istanza di prelievo, indispensabile per discutere nel merito il primo ricorso al Tar di Bari, ancora pendente”.

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