Perquisizioni sono in corso in Italia, in Francia e in Portogallo e sono gia’ state eseguite in Belgio e negli Stati Uniti, in Texas, California, Illinois, Washington, Missouri, Virginia e Ohio. Gli italiani coinvolti sono 14 – fra cui il promotore del sodalizio criminale internazionale, arrestato a Milano

– presso le cui abitazioni in Lombardia, Lazio, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli, Toscana, Sicilia e Puglia sono in corso in queste ore le perquisizioni dei carabinieri e della guardia di finanza disposte dalla Procura della Repubblica di Firenze.  Tra gli indagati c’è anche un bancario leccese di 30 anni.
Per gli indagati le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e diffusione di materiale pedopornografico. L’inchiesta e’ nata un anno fa da dettagliate denunce di Telefono Arcobaleno ed e’ stata svolta su scala internazionale dagli investigatori specializzati del Nucleo interforze investigativo telematico (Nit) di Siracusa in collaborazione con i colleghi statunitensi di Ncis, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Quattrocchi e dal sostituto Vincenzo Ferrigno. Congelati i dati informatici presso i server statunitensi del social network, oscurato, cui aderivano numerose comunita’ di pedofili che reclutavano nuovi adepti e raccoglievano materiali pedopornografici. Il tribunale di San Diego (California) ha ordinato le prime perquisizioni negli USA, poi eseguite con successo dagli investigatori di Ncis in collaborazione con i colleghi italiani del Nit. Successivamente i dati acquisiti negli USA ed elaborati a Siracusa dagli specialisti del Nit hanno confermato la matrice italiana del sodalizio criminale nonche’ la presenza di oltre 700 adepti sparsi in tutto il mondo, anche in Paesi come Arabia Saudita, Messico, Cile, Argentina, Qatar, Israele. Fittissimo lo scambio di migliaia di fotografie e centinaia di video a carattere pedopornografico, con bambini fino a 11 anni, anche neonati. I 700 pedofili aderivano attivamente al social network, che aveva il server a Dallas (Texas) immettendo foto e video pedopornografici, anche prodotti da loro, e si erano registrati fornendo generalita’ personali, account di posta elettronica, nonche’ sottoscrivendo un documento in cui accettavano consapevolmente di iscriversi e partecipare ad una rete dedita alla pedopornografia. Sul social network agivano con ‘nickname’. Il Nit di Siracusa ha rintracciato tutti gli ip dei computer da cui era stato ‘postato’ il materiale illegale, risalendo ai titolari. Oltre ai 700 adepti, il social network conta migliaia di frequentatori che hanno visionato le sue pagine

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