foto Antonio CastelluzzoPomeriggio movimentato a Palazzo Carafa. La convocazione urgente della stampa da parte del sindaco Perrone ha preceduto di poco il Consiglio comunale; il primo cittadino ha messo al corrente sulla situazione dei cassintegrati salentini con retribuzione congelata in Regione. Più tardi toni accesi prima di deliberare sullo spostamento del mercato bisettimanale

 

C’erano anche i consiglieri regionali in quota Pdl, Rocco Palese, Roberto Marti, Saverio Congedo e Mario Vadrucci a dare man forte al sindaco Perrone che ha voluto evidenziare un’anomalia  “per dare voce a chi non ne ha”. Da gennaio 2012, le aziende di Lecce e provincia, ma anche del resto della Puglia, non ricevono i fondi destinati alla mobilità in deroga, cioè gli ammortizzatori sociali che permettono a centinaia di famiglie di poter affrontare uno status di pre-disoccupazione, là dove non ci sono più le condizioni per la continuità lavorativa. Ai lavoratori non viene erogata la disoccupazione perché l’ufficio Inps è sprovvisto delle autorizzazioni regionali. La disoccupazione in deroga riceve finanziamenti per il 60 per cento dallo Stato e per il 40 per cento dalle Regioni, secondo un accordo del 20 aprile 2011. I lavoratori, già da tempo si sono mossi in proteste di vario genere per i continui ritardi nell’erogazione del Cig, si stimano oltre 4 mila soggetti che usufruiscono degli ammortizzatori sociali, a fronte di un totale di 4 milioni e 844 mila ore lavorative, secondo l’osservatorio di Confindustria. “Il presidente Vendola è in altre faccende affaccendato , ma la sua vice è di Lecce e conosce la realtà del territorio, cosa intende fare in aiuto a questi lavoratori?”, Congedo punta dritto all’obiettivo già centrato dal sindaco e da Palese. Loredana Capone, oltre che vicepresidente della Regione è anche assessore allo Sviluppo economico, è improbabile che non sia a conoscenza di questa realtà, “ e se non ne è a conoscenza è ancora più grave” ha commentato Palese. “Sarà stata impegnata a contare le buche di Lecce” è stato il commento di Perrone in polemica con l’intervento della Capone sullo stato della viabilità urbana di Lecce, in ormai piena campagna elettorale che la vedrà sfidante di Perrone alle amministrative. Per i consiglieri regionali e il primo cittadino si rende necessaria una risposta di Loredana Capone a quanto sta avvenendo.

foto Francesco MoscagiuliIn ambito cittadino, invece, la Giunta Perrone non ha tenuto conto, dei 300 commercianti del mercato bisettimanale, secondo le rimostranze degli stessi, durante la discussione per la delibera per lo spostamento del mercato bisettimanale, dall’attuale viale dello stadio a via Bari. Un malumore che si trascina da diversi mesi, quello degli ambulanti, che non accettano le nuove sistemazioni ridotte negli spazi. Avevano richiesto un’area di 56 metri per ogni operatore ma sono stati concessi 200 posti da 44 metri e 100 posti da 32 metri. “Non ce la facciamo – hanno lamentato i commercianti – abbiamo delle strutture che superano quelle misure e non sappiamo dove parcheggiare i nostri furgoni, per non parlare di chi ha la bancarella annessa al furgone. “Abbiamo fatto il possibile per accontentarvi, ascoltando anche le associazioni di categoria – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive Luigi Coclite – c’era la necessità di spostare l’area mercatale adeguandola alle leggi vigenti e alle necessità contingenti, vi offriamo un’area in regola e con gli accorgimenti necessari alla coesistenza urbana”.

Dichiarazioni smentite dal consigliere Torricelli che ha lamentato una superficialità nella programmazione e anche nella realizzazione dell’area. A partire dal capitolato d’appalto per il riempimento dell’area, durante la realizzazione, stimato a 711mila euro. La società concessionaria ha invece speso 218 mila euro, un risparmio che è costato lo smottamento del terreno alla prima pioggia torrenziale. “Mi auguro che paghiate per quello che state facendo – ha tuonato Paola Povero consigliera Pd – continuate ad amministrare attraverso delle forzature per un tornaconto a scapito della città”. La nuova area mercatale si tradurrà in una guerra tra poveri, secondo la Povero, tra gli operatori e i cittadini, tra chi fruisce il mercato e chi vive la zona attraverso le scuole e gli asili che ci sono. Anche Rotundo, Pd, e Pankiewicz, Udc, hanno animatamente dimostrato le loro perplessità continuando a chiedere il congelamento della delibera per un ulteriore studio e soluzioni alternative. Salvo poi abbandonare l’aula in segno di protesta al momento del voto. La delibera è stata accolta con 22 voti favorevoli e 1 astenuto, la consigliera Mariano di Io Sud. I commercianti delusi hanno continuato a lamentare, nei corridoi di Palazzo Carafa, le conseguenze del “trasloco” che subiranno all’assessore Coclite, anche con toni accesi, salvo diverso parere del Giudice amministrativo che si pronuncerà tra qualche giorno sul ricorso che gli ambulanti hanno attuato. 

 

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