Foto Antonio CastelluzzoIl sindaco di Lecce, Paolo Perrone, interviene sulle ultime notizie relative alla situazione della sanità pugliese, che spiega: “L’allarme che da più parti viene lanciato sulla situazione sanitaria in Puglia, con gravi ripercussioni sui presidi ospedalieri di Lecce e del Salento, non fa che accrescere i miei timori.

Le notizie negative, incessanti, mi fanno pensare che, stante un presente già colmo di lacune, il futuro sarà disastroso. L’elenco dei problemi è lungo e senza imminenti soluzioni. Mi chiedo come sia stato possibile trascurare e mal amministrare, fino a portarlo nel baratro, un ramo come la sanità. Il diritto alla salute è sacrosanto, ma il governo regionale mi sembra non l’abbia capito. I disservizi, i dissensi, le proteste, i tagli dei servizi, i mancati rinnovi, le inutili proroghe, le liste d’attesa, la chiusura dei presidi. È questo il bollettino di guerra con cui oggi i leccesi, i salentini e i pugliesi si sono svegliati. I medici protestano contro la Regione Puglia perché ha deciso di affidare le attività di pronto soccorso del 118 alle associazioni di volontariato. Una scelta che desta grande preoccupazione tra gli operatori sanitari e i pazienti. Cosa risponde l’Asl? “Colpa delle direttive regionali”. E poi ci sono i cento operatori dei servizio oncologico del Fazzi che, ormai abituati a collezionare proroghe su proroghe, hanno visto le loro prospettive di lavoro (dopo un continuo tira e molla) scendere dai tetti per essere rimandate a giugno, a campagna elettorale conclusa. Sarebbe stato imbarazzante, in effetti, veder svolazzare striscioni contro la Regione nei sit-in davanti al Palazzo della Prefettura di Lecce, nei giorni dei giri elettorali della candidata del centrosinistra. Reparti in sofferenza o al collasso, servizi mal gestiti. Ho letto l’ennesimo richiamo fatto al direttore dell’Asl Mellone, nel quale si prega di riportare alla decenza, con il nuovo appalto, il servizio mensa del Fazzi. Anomalo far viaggiare negli ascensori gli alimenti con i rifiuti e non riuscire a coprire neanche la degenza. Il 2011 è stato catastrofico. La sanità vive una fase nera senza precedenti e il 2012 non riserverà migliorie. Dove sono le case della salute e i poliambulatori che la Regione aveva promesso per dare respiro agli ospedali sopravvissuti? Questo caos è sotto gli occhi di chi lo vive, che accetta gravissime carenze o supplisce ad esse col solo spirito di abnegazione. Siamo stanchi di questo modo di “non governare”. Vendola trascorra un po’ del suo tempo nella regione che ha il dovere politico di governare e la sua vice si limiti almeno a farsi portavoce delle istanze della sua gente, invece di dire pubblicamente che tutto va alla grande. Sarebbe già tanto.”

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