Ammonta a 750mila euro il presunto danno erariale quantificato dalla procura della Corte dei Conti in capo alla Poli e a Buonerba, in seguito alle indagini condotte dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce, che avevano passato al setaccio le due convenzioni

che hanno legato l’ex consulente giuridico dell’ex sindaco al comune dal ’98 al 2007.

Si tratta in pratica dell’invito rivolto agli indagati a presentare le contro deduzioni entro 30 giorni. Solo dopo la procura della Corte dei Conti giudicherà le loro posizioni.

Se dovessero emergere profili di colpa grave o dolo, i magistrati contabili trascineranno davanti alla Corte dei Conti gli indagati. Quattro in tutto. Oltre all’allora sindaco Adriana Poli Bortone, e all’ex consulente giuridico Massimo Buonerba, scarcerato da quasi due settimane, dopo l’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del filobus a Lecce, anche a Giovanni Capilungo, oggi in pensione, e ad Antonio Guido, entrambi dirigenti del comune che si sono alternati al settore Affari generali.

Gli incarichi a Massimo Buonerba “sembrano essere stati soltanto un escamotage, con lo scopo di far sembrare di pubblico interesse quello che invece era una vera e propria elargizione e conseguente spreco di denaro pubblico”, si legge nell’informativa redatta dalle fiamme gialle leccesi. Informativa che richiama anche i pareri espressi dai dirigenti del settore Avvocatura e Sviluppo organizzativo gestione risorse umane di Palazzo Carafa. Pareri che i finanzieri giudicano “un vero e proprio atto d’accusa” verso l’ex Sindaco che non avrebbe richiesto alcuna giustificazione dell’attività svolta da Buonerba. Tra l’altro- hanno aggiunto i militari delle fiamme gialle- “tutti i pagamenti effettuati al professor Buonerba nell’arco di dieci anni non hanno avuto alcuna rendicontazione e le liquidazioni si sono basate esclusivamente sulle valutazioni oggettive del Sindaco”.

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