Il progetto nasce da riflessioni su alcuni fattori sintomatici delle criticità, di svariata natura, che sta vivendo il fenomeno calcio inteso in senso generale, ma anche da alcuni sviluppi relativi alle future sorti dell’U.S. Lecce, dopo la decisione della famiglia Semeraro di voler cedere la società.

Per quanto attiene all’aspetto generale, basta fare riferimento alle testate nazionali per rendersi conto della gravità delle problematiche in Italia: inadeguatezza degli stadi, calcio-scommesse, costante diminuzione del numero degli spettatori, impoverimento tecnico ed economico dei club. Tale situazione impone urgenti interventi strutturali da parte di tutte le componenti, che tengano conto dei cambiamenti in essere. E’ sufficiente uno sguardo a varie realtà europee per rendersi conto di come lì ci si sia orientati a riportare il tifoso al centro del sistema. In pratica, i supporters non sono semplici consumatori da gestire secondo regole del marketing, ma i fruitori finali del prodotto calcio che, se adeguatamente motivati, possono implementare la crescita del proprio club e, di conseguenza, dell’intero sistema.
Considerazioni che ovviamente trovano conferme nell’analisi della situazione dell’US Lecce. Anche in tale ambito si notano alcune criticità che, se non tempestivamente corrette, rischiano di mettere a repentaglio la sopravvivenza del calcio professionistico nel capoluogo salentino. Basti ricordare il disinteresse dell’imprenditoria locale a rilevare il pacchetto di maggioranza o lo scarsissimo numero di spettatori nelle partite interne, addirittura in quelle contro le squadre metropolitane. In altri termini, il “prodotto calcio” ha perso interesse.
Dati che suscitano nel tifoso preoccupazione sul futuro e il convincimento che è necessario pensare attivamente alla salvaguardia di quel patrimonio, non solo sportivo, costituito dal club di appartenenza.
Consentire ai tifosi di sentirsi partecipi riaccende la componente-entusiasmo, vero motore per il fenomeno calcio. In tale ottica, “NOI Lecce” ha scelto di avvalerci dell’esperienza di “Supporter Direct”, organizzazione a livello europeo che si occupa di consulenza per la creazione di Supporters Trust. Supporter Direct ha consentito di delineare, anche sotto il profilo tecnico-giuridico, le fasi essenziali del processo e, nel contempo, di elaborare un progetto credibile e il più possibile  professionale. Tra i presenti all’incontro che si è svolto presso il bar Martinucci a Lecce, anche l’avvocato Diego Riva consulente giuridico di Supporters Direct, Francesco Stanca e Aurelio Pepe del comitato Noi Lecce e l’ex giocatore del Lecce Paolo Baldieri che a vario titolo hanno illustrato le finalità del progetto.
Obiettivi principali sono pertanto:

•    Unificare il mondo dei supporter del Lecce, pur nella consapevolezza della sua complessità;
•    Indurre l’attuale o futura  proprietà della società a porre quanto più al centro possibile la figura del tifoso;
•    Accrescere l’entusiasmo intorno alle gare casalinghe del Lecce;
•    Porre in essere iniziative per far sentire il tifoso direttamente coinvolto nella vita del club. Iniziativa certamente più affascinante, ma anche più difficile, è costituire un gruppo di tifosi che abbia accesso ad una quota di partecipazione, anche simbolica, nell’U.S. Lecce S.p.A.

In questa visione, si è arrivati alla costituzione formale di un comitato promotore di un eventuale azionariato popolare, che resta uno step secondario, e di ogni altra iniziativa tesa a consentire la massima partecipazione del tifoso leccese. Il comitato ha una struttura che consente la più libera partecipazione a tutti coloro che vorranno aderirvi gratuitamente.

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