“Non pensavo di essere costretto a rendere pubblico un fatto in sé  ovvio e che trova conferma nello scambio di e-mail di questi giorni:  ho maturato la decisione di candidarmi al Senato accademico assai  prima che si eleggesse il Direttore del Dipartimento

e l’ho comunicata  a molti colleghi ed anche al Prof. De Giorgi (che non aveva, fino a  quel momento, espresso alcun tipo di perplessità, né aveva fatto  riferimento all’interesse  di altri colleghi) prima di renderla  ufficiale. Per questo ritengo che non sia mio compito quello di  rendere chiari all’Università e alla città (visto che qualcuno ha  voluto un dibattito pubblico su una faccenda che doveva rimanere  all’interno del Dipartimento) i mutevoli comportamenti di altri. Da  parte mia, ho invece avuto sempre una sola parola, adottando  atteggiamenti coerenti e giocando sull’unico tavolo della trasparenza.  Per questo, il 29 febbraio u.s. ho ufficializzato via mail la mia  candidatura a tutti i colleghi del Dipartimento di Scienze Giuridiche.” Lo comunica in una nota il Prof. Fernando Greco.
“Il tanto vituperato “coinvolgimento” del Rettore in questa mia  decisione è stato reso noto e a tal riguardo non ho niente da  aggiungere, né da precisare rispetto a quanto da Lui stesso dichiarato.
Chi mi conosce sa che non mi sono limitato a votare per il prof. De  Giorgi, ma l’ho sostenuto in tutta convinzione sia in occasione della  difficile campagna elettorale che lo portò a essere eletto Preside sia  nella sua candidatura a Direttore di Dipartimento: candidatura che ho  sollecitato personalmente quando il Prof. De Giorgi era in Sudamerica,  già lo scorso anno.
Non mi piace fare sfoggio dei miei sentimenti di amicizia, di affetto  e di stima, nemmeno ora che sono messi a dura prova, ma lo spietato e  volgare scambio di corrispondenza di questi giorni mi ha costretto a  confrontarmi con una realtà che ignoravo: sono stato usato come capro  espiatorio da chi fino a quel momento avevo creduto  “amico”, sono  diventato pedina di un gioco che va ben oltre l’elezione di un  senatore accademico, la mia candidatura è diventata il pretesto per  una campagna denigratoria ai danni del Rettore.
E’ bastato non cedere all’“invito” a desistere dai miei propositi,  perché la mia dignità, la mia amicizia, la mia lealtà, le mie  capacità, il mio impegno, sia in ateneo sia in Facoltà, venissero “di  colpo” calpestati e negati con la “apatia” di una e-mail, anche questa  resa pubblica, dal prof. De Giorgi.
Non ho intenzione di fare passi indietro, a maggior ragione ora. Mi  auguro che il confronto con l’altro candidato, di cui si parla, per il  momento, sotto voce e solo nei corridoi, sia leale e trasparente.”

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