Manifestazione pacifica, che somigliava più che altro ad un invito alla riflessione, con giusto un paio di striscioni e un cartello, un concertino sul palco naturale del Sedile Vescovile, nella domenica pomeriggio primaverile di ieri, a Lecce.

Alcuni membri di Rifondazione invitavano alla riflessione, attraverso opera militante da manuale, con distribuzione di volantini, saluti affettuosi e gentili ai passanti e ai giornalisti, e uomini portatori di cartelli.
Il centro della polemica, stemperata dalle musiche deliziose di cantautori, impossibile non canticchiare, è l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che riguarda la reintegrazione sul posto di lavoro e disciplina le conseguenze in caso di licenziamento illegittimo e dispone che, in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo, il lavoratore sia reintegrato nel posto di lavoro.
Secondo il materiale distribuito ai passanti, il Governo Monti è impegnato in una politica identica a quella promossa e portata avanti dal Governo Berlusconi, con provvedimenti inaccettabili che fanno capo alla Manovra, definita iniqua, in quanto a pagarla sono per l’80% lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani e complessivamente i redditi medio-bassi. La Manovra aggrava la crisi perché colpisce i consumi e impedisce ogni possibilità di ripresa, non blocca la speculazione, come dimostrato dall’aumento dello spread.
E’ ritenuto vergognoso l’intervento sulle pensioni in quanto sono abolite le quote e le pensioni di anzianità, non sono più sufficienti i quarant’anni di anzianità contributiva e peggiorano le norme per la pensione di vecchiaia. Accanimento contro le donne che vedono aumentare l’età pensionabile a 62 anni per arrivare a 66 nel 2018, e per tutti fino a settant’anni.
L’aumento dell’età pensionabile, secondo Rifondazione, spezzerà i progetti di vita e terrà i giovani lontano dal mondo del lavoro, senza nessuna garanzia in caso di licenziamento.
Anche la rivalutazione dell’estimo catastale unito all’imposta sulla casa colpirà la famiglia, senza salvaguardare la prima casa e senza tutelare i lavoratori e le fasce più deboli.
Si continua a salvaguardare i capitali illeciti, in Italia l’1% della popolazione, i ricchissimi, possiede lo stesso patrimonio immobiliare e finanziario del 60% degli italiani. Inoltre l’aumento dell’accisa sui carburanti e dell’IVA colpisce chi ha di meno.
A ricevere benefici fiscali sono solo le imprese, con sconti fiscali di 4 miliardi di euro nel 2012, 6,7 miliardi nel 2013, 7,3 miliardi nel 2014.
In definitiva la Manovra Monti non farà altro che aggravare una situazione già pessima per gli italiani, colpendo soprattutto i consumi popolari, che accresceranno la crisi con il relativo aumento del debito. La mancata soluzione alla recessione porterà nuova disoccupazione, soprattutto giovanile.
L’errore più grande che viene riscontrato da Rifondazione trova le sue radici nella scelta di proporre un governo tecnico dopo la caduta di Berlusconi, invece di indire elezioni e promuovere una scelta data dal voto popolare. I finanziamenti della Banca Centrale Europea vanno alle banche private con un tasso dell’1%, ma non agli Stati che sono costretti a finanziarsi sul mercato pagando interessi proibitivi.
La politica di Austerity appoggiata in Europa da Monti porteranno l’Italia a picco, in una recessione senza precedenti, con la perdita di ogni diritto sociale. Secondo i manifestanti, l’articolo 18, che protegge i lavoratori, non dovrebbe essere toccato, ma andrebbe abrogato anche l’articolo 8 con cui il governo Berlusconi ha reso possibile ogni deroga al contratto nazionale e ai diritti del lavoro. Va contrastata la precarietà per ripensare le tipologie di rapporti di lavoro.
Secondo Rifondazione esistono delle soluzioni e sono: contrastare la speculazione con un polo pubblico del credito, va introdotta la patrimoniale progressiva sulle grandi ricchezze oltre gli 800.000 euro ed eliminata la tassa sulla prima casa non di lusso. Infine il Vaticano deve pagare l’Ici.
Altre soluzioni un tetto di 5000 euro per le pensioni d’oro, il taglio delle spese militari, il blocco delle grandi opere inutili e dannose, come la TAV  in Val Susa, il taglio dei privilegi della politica, un piano per il lavoro e per l’ambiente, per la conoscenza e il welfare, con la creazione di almeno mezzo milione di posti di lavoro nel risparmio energetico, nelle fonti rinnovabili, nella mobilità sostenibile, nel riassetto del territorio. Infine, vanno ridati diritti al lavoro, contrastando la precarietà.

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