Non passa in Consiglio regionale il disegno di legge per l’istituzione della fondazione regionale Casa Puglia e di modifiche alla legge per interventi in favore dei pugliesi nel mondo. Dopo l’esame dell’articolato, che ha visto l’astensione di centrodestra e Udc, il testo ha ricevuto 24 contrari

e 20 favorevoli: un voto controverso, che ha acceso il dibattito in aula. Ad aprire la discussione il capogruppo Sel Michele Losappio, che ha richiamato le opposizioni un atteggiamento responsabile, chiedendo di motivare un voto difforme da quello espresso in commissione, dove il ddl ha avuto un esito favorevole. “Non è accettabile – ha sottolineato  Losappio  – che l’opposizione si sia astenuta anche riguardo ai contenuti e che poi abbia votato contro senza motivare in alcun modo una decisione che danneggia migliaia di pugliesi residenti all’estero”.
Diversa la posizione del capogruppo Pdl Rocco Palese, che ha sottolineato la necessità di “dare un segnale forte alla Giunta regionale e alla maggioranza quasi del tutto assente in aula”, per richiamare tutti al senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni. “Non ci sottrarremo al proseguimento dei lavori – ha assicurato Palese – ma chiediamo che siano assicurati i livelli di presenza necessari allo svolgimento dell’attività istituzionale”. Per quanto riguarda la legge, il capogruppo Pdl ha poi suggerito di riassegnare il provvedimento alla Commissione, in modo da consentirne l’approvazione già nella prossima seduta di Consiglio.
Critico anche l’intervento del capogruppo Pd Antonio Decaro nel registrare le assenze di assessori e consiglieri della stessa maggioranza “che avrebbe dovuto sostenere il governo con i numeri”.
“Preoccupato della tenuta del governo regionale” il capogruppo Udc Salvatore Negro, che ha sottolineato il “senso di precarietà dovuto al costante clima di campagna elettorale che aleggia dentro e fuori l’aula di Consiglio”.
Anche dal presidente del Consiglio Onofrio Introna il richiamo all’assemblea per il rispetto dell’istituzione e la decisione, assunta con il consenso dei capigruppo, di rinviare il disegno di legge in Commissione per una rilettura del testo.

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