Dopo il sit in di protesta presso la sede del Rettorato, organizzato ieri mattina dai 100 addetti alla pulizia delle sedi dell’Università del Salento, la situazione si è sbloccata nel giro di sole 24 ore. I lavoratori lamentavano il fatto che nel passaggio d’appalto (scaduto appena ieri), non si conoscesse il nome della ditta che li avrebbe assunti.

Samir,  l’azienda esecutrice, parte del gruppo Romeo affidatario dell’appalto, aveva infatti rifiutato la proroga e l’Università, di conseguenza, ha attivato una procedura negoziata per l’affidamento temporaneo del servizio per 4 mesi, fino all’espletamento della nuova gara. “Ma la comunicazione del rifiuto è arrivata quasi a ridosso della scadenza dell’appalto”, precisa la referente provinciale Uiltucs, Antonella Perrone. Ecco spiegato il motivo del ritardo che ha acceso la protesta, velocemente rientrata. 
Nel pomeriggio di ieri, l’ateneo salentino ha affidato, in via temporanea, il servizio al Consorzio stabile Roma, Conesp  che riceve quindi il testimone da Samir, scelto tra le dieci offerte pervenute, per un tetto di 603 mila euro.
La buona notizia è che il consorzio ha rilevato le 100 unità di lavoro, mantenendo le medesime condizioni contrattuali. “Non si è verificato, quindi, nessun passaggio traumatico del personale da una ditta all’altra. E questa mattina i lavoratori hanno firmato tutti il contratto di assunzione”, dichiara la segretaria Uiltucs.
“Ci siamo riservati un incontro per martedì della prossima settimana per una verifica sui contratti e degli elenchi del personale inviato dall’azienda cessante, la Samir appunto”. Elenco recapitato con un discreto ritardo, però, mentre “Samir avrebbe dovuto provvedere a comunicare i nominativi per tempo, non appena l’Università ne ha fatto richiesta, per evitare di rallentare le procedure di trasferimento del personale”, sottolinea Antonella Perrone.

 

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