Il procedimento per un tentativo di estorsione e di taglieggiamento organizzato da un sodalizio criminale ai danni di un commerciante di Giorgilorio rischia di essere archiviato così come richiesto dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi. Il gup Carlo Cazzella, però, ha comunque fissato l’udienza camerale per il prossimo 19 aprile

per comprendere con l’ascolto delle parti se mandare al macero tutte le carte o sollecitare nuovi approfondimenti d’indagine. Non solo un abbozzo di estorsione, secondo quanto accertato dagli investigatori, ma anche pistolettate contro l’abitazione dell’imprenditore e della sua compagna e tre proiettili calibro 9 per 21 inesplosi lasciati sul tettuccio dell’auto del professionista. L’intera vicenda venne a galla sulla scorta di una denuncia formalizzata dalla vittima negli uffici della caserma dei carabinieri di Lecce risalente al maggio del 2011 in cui il professionista segnalò di essere stato avvicinato da alcune persone, presunte affiliate alla Sacra Corona Unita, per una richiesta estorsiva di 5 mila euro. Soldi che sarebbero serviti al sodalizio per mantenere le famiglie dei detenuti. Sempre secondo quanto denunciato, dopo aver subito il rifiuto a sottostare al pagamento della tangente, il gruppo criminale si sarebbe reso responsabile di un doppio avvertimento ai danni del commerciante. Il primo risale alla notte del 22 aprile 2011 quando vennero esplosi contro la sua abitazione quattro colpi di pistola. Il 13 maggio sempre dello stesso anno, invece, sul tettuccio dell’auto dell’imprenditore vennero lasciati tre proiettili inesplosi puntualmente consegnati alle forze dell’ordine. Ai presunti responsabili di tutti questi attentati, i carabinieri sono arrivati grazie alla collaborazione fornita dalla vittima ma il sostituto procuratore Guglielmo Cataldi ha comunque ritenuto che non ci siano elementi certi per formulare una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei presunti estorsori e ha chiesto l’archiviazione del procedimento. Ora l’ultima parola spetterà al gup Carlo Cazzella. Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dall’avvocato Ivan Feola. Il commerciante dal legale Fabio Valenti.

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