Foto Antonio CastelluzzoC’è la volontà di salvare tutti gli 8mila ulivi della Maglie – Otranto. Mancano però i soldi. Meglio, Anas non ne ha previsti abbastanza. Vale a dire, per un’opera da ben 55milioni di euro, di cui si parla da anni, è stato stanziato appena 1.500.000euro per espiantare e reimpiantare poco più di 1700 alberi.

I vertici dell’azienda lo hanno detto nel corso del tavolo tecnico convocato in Provincia dal presidente Antonio Gabellone, a cui hanno chiarito che il numero delle piante da sradicare si è ridotto a circa 5500 dopo la valutazione di impatto ambientale e le varianti richieste dai comuni. Il capitolo di spesa per gli espianti è così ripartito: 400mila euro per rimettere a dimora i 251ulivi monumentali, 1.100.000euro, invece, per i 1500 di cui è già stata fatta richiesta da comuni e privati. Per gli altri 4000, non è stato previsto un euro. E questo perchè, finora, nessuno li ha voluti. Dopo che la questione è stata portata a galla da Telerama, però, qualcosa è cambiato. Decine le richieste di adozione. Una in particolare, quella del comune di Minervino, che ha messo a disposizione quattro ettari di sua proprietà e altri sei appartenenti alla Provincia di Lecce e ricadenti sul suo territorio. L’ obiettivo è farne una tenuta pubblica su cui poter far lavorare una cooperativa di giovani e istituire un marchio, per farne un prototipo a livello nazionale. Ma il problema sono ancora i costi, visto che l’espianto, il trasporto e il reimpianto si aggira attorno ai 750-800 euro per pianta. Chi se ne deve far carico? “Anas deve fare la sua parte- ha incalzato Gabellone- chiederemo di aumentare il budget. C’è da capire quanto voglia davvero investire sul territorio”. Stessa richiesta che lunedì, nel tavolo convocato a mezzogiorno in Prefettura, avanzerà il prefetto Giuliana Perrotta, che oggi ha voluto incontrare gli ambientalisti, anche per cercare di disinnescare la bomba sociale che potrebbe esplodere in caso di un loro eventuale ricorso. Il ritardo dell’inizio dei lavori, sebbene dovuto soprattutto ad altri motivi, costringe ancora al quarto anno di cassa integrazione 300operai del consorzio Coedisal. Agronomi, Wwf, Italia Nostra, Legambiente e Forum Ambiente e Salute, però, hanno formulato richieste precise che saranno portate all’attenzione di Anas: “Salvare tutti gli alberi e ricostruire la loro tracciabilità, che puntualmente si perde quando si fanno opere simili. Non solo, bisogna ripiantumare quegli ulivi sulle fasce, i cigli di scarpata, le rotatorie che verranno realizzate, impedire che la strada si trasformi, come già successo sulla 275, in vetrina per centri commerciali, negozi e zone industriali. Vogliamo che venga istituita una commissione specifica che monitori la situazione e sia composta da associazioni, agronomi e forestali”.

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