Foto Antonio CastelluzzoAncora una ventina di giorni per mettere a segno gli ultimi colpi e formare le squadre che, alle urne del prossimo 6 e 7 maggio, si contenderanno i consensi degli elettori leccesi.

E’ infatti fissato per le ore 12 di martedì 3 aprile il termine ultimo per la presentazione delle liste a sostegno dei candidati a sindaco. Che, salvo sorprese, come nel 2007, dovrebbero essere in cinque a contendersi la poltrona più ambita di Palazzo Carafa. E, se non dovesse comparire qualche ulteriore civica last minute, saranno sette le liste schierate con Paolo Perrone per la coalizione di centrodestra (Popolo delle Libertà, La Puglia prima di tutto, Lecce città del Mondo, Grande Lecce, Io Sud, Movimento Regione Salento, Futuro e Libertà); sei, invece, le formazioni al fianco di Loredana Capone per il centrosinistra (Partito democratico, Lista Salvemini, Lecce democratica, Loredana per Lecce, Partito socialista e Italia dei Valori); tre con Luigi Melica (Unione di centro, Moderati e popolari, Salento Europa) ed una a testa con Antonio Capone (“Verso Lecce”) e Maurizio Buccarella (“Movimento 5 Stelle”).
Già così si conterebbe un esercito di quasi 600 candidati per quello che più di qualcuno (da ultimo anche il presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete) ha definito un vero e proprio “concorso” per consigliere comunale. Perché, stavolta, la battaglia elettorale si rivela – se possibile – ancora più difficile rispetto al passato, essendosi ridotti dagli attuali 40 ai prossimi 32 i seggi a Palazzo Carafa. E la guerra per l’occupazione degli spazi con maxi-manifesti «6 x 3» è già partita. Forse con una maggiore dose di «creatività»: faccioni capovolti, slogan d’effetto e per tutti ci sono pure i provvidenziali ritocchi da Photoshop per eliminare – meglio di un chirurgo plastico – qualche imperfezione estetica. In questo senso, più che ad una campagna elettorale o ad un concorso, sembra di assistere ad un casting per aspiranti attori.