I ballottaggi salentini consegnano tre comuni al centrosinistra (Galatina, Gallipoli e Tricase), mentre il centrodestra incassa Galatone e una vittoria storica a Casarano. Dalle segreterie del Pdl, Pd e Udc fioccano commenti pieni di entusiasmo: sembrano avere vinto tutti.

Gallipoli ha un sindaco di centrosinistra, Francesco Errico,47 enne odontoiatra, con l’asse vincente Pd-Udc e civiche: un candidato di garanzia che rappresenta una grande vittoria per i centristi di Ruggeri. Il nuovo sindaco ha totalizzato 5.908 voti (66,8 per cento) contro i 2.937 dell’avversario di Toti Di Mattina, candidato espresso dal Pdl di Barba, che già al primo turno era perdente con 1800 voti di scarto. Errico stravince sin dalle prime battute e il sorpasso per il centrodestra resta un sogno. Ecco il commento a caldo del neoeletto: «La gente ha creduto al nostro progetto e al nostro programma. Io sono ex di An, ma non ho mai preso la tessera del Pdl, perché credo nel progetto centrista. A Gallipoli bisogna rimboccarsi le maniche dopo un anno di commissariamento. Io ero nella giunta Venneri, ora voglio ripartire dal decoro urbano: dobbiamo accogliere i turisti in maniera degna, tutto dev’essere in ordine».

Nel popoloso comune di Galatone Livio Nisi trionfa, nonostante la frammentazione del centrodestra. Infatti, il sindaco uscente, Franco Miceli, è stato sconfitto al primo turno. Il consigliere provinciale del Pdl è riuscito ad avere la meglio sul big del Pd, Cosimo Casilli, con un  51,9 per cento, 4.623 voti contro 4.282 del centrosinistra.
Il nuovo sindaco di Galatone, però, non risparmia una staffilata al centrodestra: «È una vittoria del popolo, non del centrodestra: siamo andati soli contro tutti. È stato premiato un programma, la coerenza e la trasparenza: non abbiamo fatto inciuci con nessuno. Abbiamo coinvolto il popolo, non i partiti che hanno remato tutti contro di noi. Abbiamo saputo garantire la discontinuità amministrativa, che era una cosa fondamentale. Ora non mi resta che cercare di dialogare con la parte sana del centrodestra». Insomma, quella di Nisi è una vittoria anche su di una parte del centrodestra, con un piccolo ‘presente’ anche per Fitto.

A Galatina il centrosinistra si riprende Palazzo Orsini grazie alla candidatura di Cosimo Montagna, ex assessore alla cultura, che totalizza il 55,02 per cento(6.635 voti), contro il 45 per cento di Carlo Gervasi(5.423 voti).  Il sindaco, appena eletto, ha promesso di fare in fretta la sua giunta e poi ha elogiato i suoi: «Ringrazio la mia squadra e la mia coalizione: l’unità è stata un grande vantaggio per noi. Ci sono tante emergenze da risolvere urgentemente: il problema dei rifiuti, la Fiera e la macchina amministrativa».

Anche a Tricase il centrosinistra ottiene un’importante vittoria con Antonio Coppola, che rientra da ex sindaco, dopo tre anni di gestione Musarò.
Il centrista, ex assessore, Nunzio Dell’Abate perde di misura: il nuovo sindaco totalizza il 50,7 per cento(4852 voti), contro 49,3 per cento (4.716 voti). Coppola dopo la vittoria galvanizza i suoi e fissa i punti principali della sua azione amministrativa: «Riparto dalla necessaria ricostruzione del rapporto città-amministrazione: c’è stata una cesura tra chi amministrava e la città. Ci sono tante emergenze: la prima è il lavoro, con 2500 espulsi dal calzaturiero, ma ci sono tanti servizi persi a causa della debolezza delle amministrazioni che si sono succedute. Io devo questa vittoria a una cosa fondamentale: abbiamo cancellato la vecchia nomenclatura, abbiamo creato un gruppo affiatato, pieno di giovani, con tanto entusiasmo e fuori dalle logiche della vecchia politica».

Il centrodestra sorride a Casarano e piazza un uomo della giunta Gabellone in una roccaforte del centrosinistra, Gianni Stefano, che con un 66,03 per cento, stronca le aspirazioni di Attilio De Marco.
Verdetto chiaro sin dal primo turno, Stefano diventa sindaco con 6.722 voti, contro i 3.457 dello sfidante (pari al 33,96 per cento).  Il nuovo sindaco commenta a caldo: «Voglio ringraziare tutta la città che ha voluto credere in questo progetto trasparente e senza inciuci. Il problema più grosso per Casarano è il debito: dobbiamo trovare una soluzione, poi c’è da fronteggiare la crisi occupazionale dovuta al crollo del manifatturiero».
Dopo la festa, per tutti i sindaci comincerà la sfida, dovranno riuscire a fronteggiare tempi bui e la grave crisi che incombe su tutto il Paese. Auguri!