Foto Stefano De TommasiProseguono a 360 gradi le indagini a Brindisi per identificare il responsabile, ma anche i possibili complici della strage all’istituto professionale “Morvillo Falcone”, costata sabato scorso la vita ad una studentessa 16enne.

Controlli e perquisizioni sono state eseguite anche in mattinata dagli investigatori, che hanno continuato a passare al setaccio i rivenditori di bombole di gas Gpl per cercare indizi su chi ha confezionato l’ordigno. Al vaglio degli inquirenti, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, anche l’ipotesi che il responsabile non sia del posto, in quanto nessuna delle tante persone ascoltate ha riconosciuto il volto dell’uomo filmato dalle telecamere di sicurezza del chiosco antistante l’istituto professionale brindisino. Non viene nemmeno esclusa l’ipotesi che l’attentato fosse proprio contro la sede della scuola, e per questo sono stati sentiti dagli investigatori anche il preside e alcuni docenti. Intanto gli investigatori attendono gli esiti degli esami di laboratorio sulle cicche di sigarette raccolte nei pressi del chiosco senza risparmiare qualsiasi indizio che possa ricondurre all’attentatore.

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