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Lo scorso 18 maggio la CGIL Lecce, ben prima dell’importante operazione della DDA di Lecce, aveva inviato una richiesta alla Prefettura chiedendo la convocazione della Commissione Provinciale Permanente “Servizi alla persona e alla comunità”

per il coinvolgimento dei vari soggetti (Regione, Provincia, Associazioni datoriali, Sindacati, Uffici ispettivi, Asl, Comune di Nardò, Forze dell’ordine) che, a livello territoriale, devono panificare, con il coordinamento dell’Ufficio Territoriale di Governo, le azioni sinergiche da mettere in campo e individuare linee di intervento sulle problematiche della prossima campagna di raccolta delle angurie e dei pomodori nelle campagne salentine, sia sul versante del lavoro che dell’accoglienza.
Al momento non abbiamo ricevuto nessuna convocazione.

Ci piacerebbe parlare di immigrazione al di fuori di una logica emergenziale e senza l’affanno dei tempi per condividere e introdurre le necessarie azioni di sistema.
Ben prima degli arresti di alcuni caporali e datori di lavoro del territorio, alcuni titolari di aziende agricole e il rappresentante di Coldiretti di Nardò avevano dichiarato che per la prossima raccolta, a causa della crisi, ci sarebbe stata una sensibile riduzione del fabbisogno di manodopera. Fino a sentir dichiarare pubblicamente da Coldiretti che non sarebbe “servito” neppure un lavoratore.
A un mese da quelle dichiarazioni, se guardiamo nella zona di Nardò, vediamo che le cose non stanno come raccontavano le aziende e il rappresentante di Coldiretti. Oggi ci sono già numerosi lavoratori, stranieri, impegnati nei campi.

Alla nostra Organizzazione sindacale risulta che il mercato delle angurie non è assolutamente in declino. In ogni caso occorre condividere azioni di sostegno alle aziende “sane” che hanno già investito in quella coltura e che applicano correttamente le normative e i contratti (introducendo ad esempio la certificazione etica di produzione). Il caporalato (che nonostante il duro colpo degli arresti, non può dirsi debellato) avrà vita dura se le aziende individueranno i lavoratori attraverso le liste di prenotazione nei Centri per l’impiego.

Poi, c’è Boncuri, la masseria che deve essere tempestivamente adeguata e organizzata per l’accoglienza dei lavoratori, che, riteniamo, a breve raggiungeranno numerosi il nostro territorio. Le risorse per l’apertura della struttura sono disponibili e sufficienti? E se, fra le tante presenze, solo in minima parte ci sarà opportunità di lavoro, sul versante dei controlli ordinari, quale sarà il campo d’azione degli Uffici ispettivi?

Riteniamo che dalla capacità di governare la questione immigrazione, anche nel nostro territorio, si misurerà la qualità del nostro sistema democratico, sociale e politico.
Per questo convincimento, la CGIL ritiene opportuno sollecitare la convocazione di un tavolo presso la Prefettura di Lecce con la presenza degli assessori regionali al Welfare, all’Immigrazione e alle Politiche agricole.

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