C’era una volta in America torna nella versione integrale e originale , realizzata da Sergio Leone nel luogo in cui ha fatto la prima apparizione pubblica, Il Festival del cinema di Cannes. Il restauro della pellicola è stato finanziato  da Gucci e “The film foundetion”

di Scorsese, realizzata a Bologna dalla cineteca ed il laboratorio L’Immagine Ritrovata. La fondazione bolognese ha lavorato  con la famiglia del regista, la troupe originaria ed un equipe di storici per recuperare e reinserire i materiali aggiuntivi dove il grande Sergio Leone gli aveva pensati.
Il film fu ridotto dallo stesso regista per la prima  al Festival  di Cannes nel 1984 e successivamente per il mercato europeo a 3 ore e 49 minuti, la pellicola venne ulteriormente tagliata a 2 ore e 19 minuti per l’uscita  nel mercato statunitense.
Diviso in tre parti, l’ultimo film di Sergio Leone abbraccia quasi mezzo secolo di storia d’America, dal proibizionismo degli anni venti fino alla fine degli anni sessanta.
I cinque protagonisti negli anni venti (Noodles, Max, Patsy, Cockeye e Dominic) sono solo un gruppetto di bambini che giocano  a fare i duri. Negli anni trenta, ormai più che adolescenti hanno imparato  tutto dalla dura scuola della strada nel Lower East Side di New York, fino al 1968 quando ormai anziano Noodles (Robert De Niro) ritorna  nella città che l’ha visto protagonista di tante vicende criminose.
C’era una volta in America è un’ indimenticabile storia, sensazionale  dal punto di vista narrativo e appassionante da quello emotivo, ma soprattutto è un’ opera introspettiva che analizza le sinuosità dell’animo umano. E’ un capolavoro che narra di amicizia, tradimento, onore, amore romantico come anche di sesso violento, di tradimento e rimorso di un uomo per non essere stato un “cavallo vincente” .
Sergio Leone  si conferma il “regista del tempo”. Il tempo trascorso a lavorare su quest’opera  intramontabile ( ben dodici anni), ed il tempo impalpabile non lineare dei flashbak e dei flashforward utilizzati nella pellicola. Il tempo e lo spazio sono le due componenti principali del cinema di tutti i registi, ma Leone cerca di cristallizzarlo e portarlo all’attenzione degli spettatori, lasciando una testimonianza della sua riflessione sul tempo cinematografico  e reale, che si estende ad una valutazione della differenza tra finzione e realtà. E’ inutile ribadire l’eccellenza interpretativa di De Niro nelle  vesti di “Noodles”. C’era una volta in America  è anche e soprattutto Ennio Morricone  con la colonna sonora più suggestiva di tutta la storia del cinema, una musica che intensifica e moltiplica per cento ogni fotogramma raggiungendo lo spettatore regalando un’atmosfera magica  quasi fiabesca ineguagliabile.

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