Dopo l’assemblea in Provincia e dopo le raccolte di firme che molti comuni del Salento stanno portando avanti, contro il Consorzio di Bonifica Ugento Li Foggi arriva l’ennesima stoccata.

Un qualcosa come 1.159 osservazioni puntuali sono state presentate al Piano di Classifica per il riparto delle spese consortili, consegnate da altrettanti cittadini al Comune di Vernole per il tempestivo inoltro al Consorzio. I cittadini hanno rilevato, ciascuno per proprio conto, che gli immobili di proprietà non traggono nessun beneficio diretto e specifico e nessun concreto vantaggio da opere di bonifica, peraltro mai eseguite, e pertanto hanno chiesto l’esclusione dalla contribuzione. L’iniziativa dei privati fa seguito all’attività avviata dal Comune di Vernole immediatamente dopo la pubblicazione del Piano che include nelle aree soggette a contribuzione il 70% del territorio comunale.

Anche l’amministrazione comunale, assoggettata negli anni scorsi a contribuzione per alcune migliaia di euro, ha presentato le proprie osservazioni al Piano. “Se la bonifica, concepita nella prima metà del Novecento, rispondeva alla logica dell’epoca, improntata all’esigenza di recuperare terreno agricolo da assegnare ai contadini, nell’area delle Cesine, all’epoca paludosa e malsana, oggi sono del tutto mutati la sensibilità e gli obiettivi di utilizzo del territorio”, spiega il sindaco Mario Mangione. L’esigenza attuale, infatti, per Vernole, non è più quella di captare le acque lacustri, attraverso il canale di Campolitano e sversarle in mare con l’ausilio delle idrovore, bensì, proprio al contrario, quella di preservare la zona umida dichiarata di valenza internazionale, favorendo il necessario apporto idrico. In questa nuova logica è da inquadrare, peraltro, il progetto realizzato nel 2005 dal Comune di Vernole, condiviso dalla Comunità Europea col programma Interreg, con la creazione in quella zona di un nuovo ampio bacino artificiale. “Il piano di classifica, invece, ripercorre la logica vetusta ed ampiamente superata di prosciugare le terre, ipotizzando ancora oggi di svuotare gli acquitrini- spiega Mangione-. Per questo l’amministrazione comunale, qualora il Consorzio di bonifica non dovesse tenere in debito conto le ragioni dell’amministrazione stessa e della comunità locale, ha affidato incarico legale per seguire correttamente l’iter amministrativo e rivendicare le proprie ragioni in sede giurisdizionale anche in considerazione del fatto che nessun ente può esigere tributi non dovuti, ancor più in questo periodo di grave disagio economico e sociale.”

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