Termina qui dunque, il nostro viaggio tra le pareti “fresche”, ma luminose, del Castello Carlo V di Lecce. È un’immagine che si carica di presente e di passato in una dialettica alquanto difficile tra dominanti e scelte, in cui tutto suscita interesse e genera attenzione. Un’immagine che diventa mosaico delle suggestive opere di numerosi artisti.

Un’immagine che sembra quella della nostra vita, circondata di aspetti ancora inesplorati, immersa nella molteplicità del presente, che scava nei suoi meccanismi “irrisolti”, in alcune riflessioni possibili, nella tolleranza e nell’ascolto dell’altro.
Ogni opera ci ha narrato e continua a donarci un’emozione, un sorriso, una protezione, ci insegna a voler imparare, ci educa al saper ascoltare e guardare “oltre”. Per chi non avesse ancora avuto modo di viverle da vicino, ma anche per chi intendesse “visitarle”, ora, sotto un altro aspetto, la parola, una parola che si carica di immaginazione, di semplicità, di sintesi, di metafisica e si plasma fino a scomparire e spogliarsi del suo oggetto per divenire soggetto, pensiero, arte. Sono le emozioni che suscitano le opere artistiche nell’osservatore frutto di mediazione continua tra “ciò che è” e “ciò che appare”, tra pensiero riflessivo e metacognitivo, tra vissuto e non vissuto, tra esperienza e pensiero, opere contornate da pomeriggi musicali che sostengono il concetto artistico nel principio assoluto dell’individualità dell’opera d’arte. Così, nell’ala destra del castello, dopo aver percorso la bellissima scalinata, che ci ha condotto al piano superiore della struttura, attraversiamo le prime due sale e… Andiamo a “bussare alla porta del cuore” di altri artisti…

Quinto percorso…

Nadia Esposito, leccese, vive e opera a Calimera (Le). Ella ci conduce in mondi surreali, ma non per questo lontani dalla realtà dove le cromie sono esaltate in tonalità accese e ben calibrate. E l’artista trova sempre, in questi spazi, un angolo dove sostare.

Giovanni Renna, di San Pietro Vernotico (Br), è laureato in Architettura. Il suo percorso artistico si rivolge ad una nostalgia per il passato dove calde e vibranti cromie narrano “fotogrammi”, in spazi ed atmosfere surreali.

Fabio Cappello, viene da Campi Salentina (Le). Autodidatta, si dedica alla natura e al paesaggio, dipingendo tele dai colori illimitati e indefinibili con tempere, olii ed acrilici, utilizzando spatole ed attrezzi vari. Il colore diviene materia, acquista una sua tridimensionalità, schizza fuori dalla tela…

Anna Maria Paoli, di Cles, nel trentino, realizza sculture in argilla ed in legno e da qualche anno si dedica all’astratto e all’informale. Utilizza prevalentemente le mani per realizzare le sue opere. Per l’artista dipingere è vivere nell’incanto della luce.

Sabrina Miglietta, di origine svizzera, risiede a Cervinara (Av). Decoratrice d’interni, la sua arte è un percorso del tutto personale che tocca la corrente surrealista. La sua è un’opera scenografica che l’artista rivive nel surreale quotidiano, carico di sguardi.

Roberta Doria, viene da Campi Salentina (Le). Artista molto riservata, è una pittrice che vive nei suoi quadri e gioca con le nuvole. Il suo è un mondo acquatico e spaziale, dove tutto si trasforma e nulla è preesistente.

Luana Tasca, originaria di Scicli (Rg), vive e lavora a Borgagne di Melendugno (Le). Il mondo sommerso, per l’artista, diviene ricerca fluttuante, tra cromie e segni in perfetto equilibrio, in una natura silenziosa, per scovare l’impenetrabile.

Annamaria Ferramosca, viene da Tricase (Le). Astrattista autodidatta, dotata di forte spirito creativo, si avvicina al mondo delle arti figurative attraverso la fotografia e la pittura. Gli informali sono profondamente materici e vibranti, per narrare aneliti emozionali che inducono al volo…

Maria Santa Colamonico, di Altamura, nel barese, catalizza il potere della luce concentrandolo in sculture di vetro, elemento che l’affascina e le desta incanto. Un materiale ambiguo: levigato, splendente, forte e fragile che riesce a divenire il punto di fusione tra la materia ed il sogno.

Monica Marzano, leccese, spazia poliedricamente nel campo dell’arte. Per lei non esistono confini tra il reale e i sogni, tra i desideri e la quotidianità. Non vi sono limiti tra poetiche e scatti fotografici. Poesia e arte sono la salvezza del mondo.

Francesco Selvi, viene da Milano. La sua fotografia, di ritratto o paesaggistica, è riproduzione fedele della realtà; la sua pittura è da intendersi come contenitore informale nel quale l’artista trova la piena libertà di espressione.

Pilar Segura, artista spagnola, realizza una pittura a più strati per creare filtri di luce e ombre, in un luogo metaforico dove ci si può perdere o ritrovare. In una apparente assenza di rumore. Ha esposto anche in America.

Francesco Bisceglie, grafico e poeta di Molfetta (Ba), la sua formazione si basa su un’intensa attività da autodidatta. Egli predilige il cosmo dove meglio si misura e dal quale attinge le geometrie e i ritmi nella cura dei gesti e nei colori.

Suzana Lotti, di origini croate, vive a Modena. Scrittrice e giornalista, l’arte per lei rappresenta un canale più immediato. La sua opera è dinamica, carica di energia vibrante, dove lo spazio raggiunge una maturità espressiva capace di narrare il furore dell’esistere.

Elisa Linciano, di Merine di Lizzanello (Le), si laurea all’Accademia di Belle Arti. Ella adopera gli olii e la resistente ed arcaica iuta per tessere ed intessere la propria esistenza, in solide e penetranti pennellate dalle calde e dense cromie, per perfezionare la materia.

Ada Paiano, vive e opera a Vaste, nel leccese. Autodidatta, coltiva da sempre la sua passione per l’arte. Vive intensamente e con voluttà le energie vibranti di una terra antichissima, dove la rappresentazione scenica si mescola ad un quotidiano struggente.

“Lara Farnè” è il nome d’arte di Clara Bombardieri, di Fano (Pu), ma residente a Bologna. Ella tesse ed intesse l’arte intessendo abilmente fili e colori, un’intrecciatura costante e vibrante come lo è la vita, provando a trovare delle soluzioni per raggiungere la bellezza e la perfezione.

Antonio Perilli, di Cermignano (Te), vive nel milanese. Laureato in Architettura, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera (Mi). “Il silenzio” è per lui cromaticamente rosso, con una pluralità di variazioni tonali che si accompagnano ai colori freddi, perché possa raccontare di aneliti segreti e vibranti.

Nico Cucurachi, viene da Calimera (Le). Autodidatta, ritrattista, fin da ragazzo si dedica al disegno e alla pittura. Indaga l’universo femminile scavando nelle sue più profonde essenzialità, giungendo alle “cellulari”, perché vorrebbe comprenderne quello che gli sfugge.

Raffaele Capraro, pittore e scultore di Castro, in provincia di Lecce. La sua attività artistica assume consistenza significativa sin dai primi anni ’70. Egli sa raccontare una quotidianità carica di simboli, ma così scontati che spesso ci sfuggono.

Mirella Bitonte, di Cellino San Marco, nel brindisino, realizza quasi sempre olii su tela, rappresentando paesaggi realistici legati alla nostalgia di luoghi vissuti, dai quali cattura abilmente vibrazioni di luce, per trasfigurarli in paesaggi interiori.

Francesca Rizzato, vive e opera a San Pancrazio Salentino (Br). L’artista anela a possedere il mondo e non lo nasconde, un mondo che si sfalda e che vorrebbe proteggere tra le sue mani. La tecnica adottata evoca un movimento plastico, quasi scultoreo.

Pasqualino Festa, in arte “Murè”, che significa “tenacia”, vive a Foggia; dapprima frate francescano, poi professore di matematica, si dedica da anni all’arte da autodidatta. Egli riesce sempre a catturare l’impercettibile per segnare un tracciato dell’anima.

Enrica Toffoli, viene da Calalzo di Cadore (Bl). Lo sguardo umano costituisce per lei un pregevole percorso artistico, con una predilezione rivolta al mondo dell’infanzia. I protagonisti sono di fronte allo spettatore e non temono di narrare, in monocromi che sanno d’antico.

Isabella Ruggeri, originaria di Taranto, ma residente a Salve (Le), si diploma in Scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Lecce. Esplicita l’essenza artistica nel vissuto dell’universo femminile traducendo un figurativo poco più che surreale che si impone per prepotenza visiva.

Silvana Bissoli, nativa di Sanguinetto (Vr), vive e lavora a Imola, nel bolognese. Grazie alla tecnica della pirografia, l’artista da vita a numerosi simbolici ulivi salentini, soggetti preferiti per le sue opere. Li umanizza e li abbraccia, osando suggerire “quello che gli ulivi ci dicono”.

Antonio De Matteis, artista di Casarano (Le), è un naturalista, paesaggista, o anche “realista” come si definisce, senza mai risultare banale. Egli è sincero e si rivolge al mondo animale sulle orme di Apuleio, per denunciare un disagio sociale.

Concetta Coluccia, nativa di Castro, nel leccese, consegue la maturità scientifica per poi dedicarsi alla pittura. Fa del passato un sostegno per la sua arte, in gesti e segni architettonici solidi e semplici dove il colore trova la propria armonia.

Lucia La Sorsa, di Chiaromonte (Pz), ma residente a Taranto, predilige la pittura ad olio perché meglio aderisce ai principi della grazia e della compostezza che caratterizzano il suo percorso artistico. Il giardino segreto potrebbe essere quello sognato da ognuno di noi…

Stefania Rinaldi, originaria di Barga (Lu), vive a Firenze. Benché si sia decisa da poco ad esporre, dedica al mondo dei colori molto tempo della sua vita. “Dipingere è ritrarre la vita attraverso immagini filtrate dall’anima”, come ella stessa suggerisce. Il paesaggio è il suo tema preferito.

Per Fabio Nana, di Poggiridenti (So), il paesaggio è vissuto pienamente, tra spazi architettonici e lo spazio acqueo, ritrovando momenti nostalgici e introspettivi. Ricco di impasti che si traducono in calde cromie tra il passato ed un naturalismo poetico vissuto pienamente, in riflessi cangianti.

Angela Notarnicola, in arte “Angià”, vive e opera a Lecce. Il suo percorso artistico è attento alle tematiche attuali, con uno sguardo al passato. Ella esprime una vitalità circolare dove l’incontro si traduce in aneliti di abili pennellate e accurate geometrie.

Pina Gorgoni, vive a Cursi (Le). Ha iniziato a dipingere con gli acquerelli, per poi passare al tessuto, al vetro e agli specchi ed, infine, alla tela. Ella ama il passato, percependo una sorta di nostalgia intesa non come rimpianto, ma sostegno e ricchezza del presente.

Sandra Vinotti, di Cairo Montenotte (Sv), risiede a Gravellona Toce, nel verbano. Pittrice autodidatta, ha aderito recentemente alla nuova corrente del “sospensionismo” che rappresenta la realtà in veste onirica. Misura la sua cifra stilistica tra equilibri degli opposti e morbide sospensioni.

Antonio Calabrese, viene da Nardò (Le). Le sue sono opere gioiose e ironiche dove i segni e i colori raccontano che bisogna essere come bambini per entrare nel regno dei cieli: un messaggio di fede, ma anche molto laico!

Gianni Chiriatti, vive e opera a Borgagne (Le). La sua ricerca è stata sempre intima ed il suo gesto pittorico rimane unico ed originale, proponendo immagini di forti suggestioni. Le pulsioni della sua cifra narrativa emergono in gesti surreali che narrano di un sud segreto.

Per Elena Diciolla, di Taranto, la “cartina tornasole” è l’individualità dell’artista; il ritratto e la fisicità umana trovano la loro giusta collocazione nel suo agire artistico. Alla tela dipinta, la qualità di riflettere molto più di quanto non riesca a fare un semplice specchio.

Valentina Pucci, anche lei tarantina, lavora con la matita e i pastelli acquerellabili. La cifra stilistica delle sue opere rivela una vitale e trepida complicità con il reale e con gli sguardi, i quali, scavano una umanità che non possiede confini.

“Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra!”

Questo lo slogan che Pompea Vergaro ha voluto dare alla cultura e, nello specifico, all’arte: l’arte, “tanto importante e necessaria quanto fragile, da proteggere e custodire devotamente”. È lo slogan per la cultura, per l’arte, per la città di Lecce. La città? Un libro da leggere e vivere in tanti modi, nel cuore della sua vita.

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