Foto Stefano De TommasiTre arresti a Squinzano per il tentato omicidio di due fratellastri. Un regolamento di conti a colpi di fucile, che ha sfiorato la tragedia, nella tarda serata di ieri, quando in via Occorsio, alla periferia ovest del paese, sono stati esplosi tre colpi di arma da fuoco. A farne le spese lo zio dei due fratelli, un 58enne, ferito ad una mano e poi colto da infarto.

I carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, diretti dal capitano Simone Puglisi, con la collaborazione dei colleghi della stazione di Squinzano, nel giro di poche ore sono riusciti ad individuare i responsabili e ad arrestarli. In manette sono finiti tre giovani di Squinzano: Fausto Poso, Cosimo Palma e Paolo Scazzi, i primi entrambi 28enni, l’ultimo di 23 anni. Rispondono del tentato omicidio dei due fratellastri Thomas Barbetta, 21enne, e Cosimo Stefanizzi, 24enne.

Tutto ha inizio intorno alle 21 di ieri sera, quando Scazzi ed i due fratellastri si sono incontrati tra le vie del paese, per avere un chiarimento, forse legato al mondo degli stupefacenti. E già qui si sarebbero avute le avvisaglie di quanto sarebbe successo di lì a poco: Scazzi, infatti, avrebbe estratto una pistola, minacciando i due giovani, uno dei quali, a causa delle pressanti e pesanti intimidazioni ricevute nel tempo, si era reso irreperibile dall’aprile scorso, emigrando al nord Italia.

Dopo un paio d’ore, il 23enne si sarebbe presentato a bordo di una Fiat Multipla presso la loro abitazione, in via Occorsio, spalleggiato da Poso e Palma, quest’ultimo l’unico incensurato del gruppetto.

I tre avrebbero avuto un nuovo litigio con i fratellastri Barbetta e Stefanizzi. Il battibecco sarebbe degenerato quando Scazzi, una volta che i due fratelli erano rientrati in casa, avrebbe imbracciato un fucile da caccia calibro 12 ed avrebbe fatto fuoco all’indirizzo di una finestra dell’abitazione. Tre colpi alla cieca, correndo il rischio di uccidere chiunque si trovasse dietro quella persiana.

La tragedia è stata sfiorata solo per un caso: la finestra presa di mira, infatti, corrispondeva alla stanza da letto dello zio dei due ragazzi, Donato Caprara, di 58 anni, raggiunto alla mano destra dalle schegge di vetro delle finestre. Le “rose” dei colpi di fucile si sono aperte e conficcate nelle pareti, costellando il muro di pallini di piombo.
Subito dopo l’attentato, i tre giovani di Squinzano hanno fatto perdere le loro tracce. L’allarme dato al 112 ha messo in moto le indagini dei carabinieri che, sulla base delle testimonianze delle due vittime dell’attentato, hanno avviato le ricerche degli autori.

Un’ambulanza del 118, chiamata per soccorrere il 58enne ferito alla mano, lo ha poi trasportato presso “La Città di Lecce”, a causa di un attacco di infarto, accusato per il forte spavento. L’uomo è attualmente ricoverato.

L’attività di ricerca dei carabinieri si è conclusa intorno alle 3 del mattino, quando i militari sono riusciti ad individuare Scazzi, Poso e Palma a Lecce. I giovani, dopo essere stati protagonisti di un tentato omicidio, come se niente fosse, avevano raggiunto il capoluogo e si erano “immersi” nella movida: quando sono stati bloccati, si trovavano all’esterno di un locale in via degli Ammirati, nei pressi di piazzetta Santa Chiara.

I tre squinzanesi sono poi stati accompagnati in caserma dove, sentito il parere del pm di turno, il sostituto procuratore Paola Guglielmi, sono stati dichiarati in arresto ed accompagnati in carcere.

Le indagini dei carabinieri continuano, per chiarire l’esatto movente dell’attentato, forse legato al mondo della droga, attorno al quale ruotano tutte le persone coinvolte nella vicenda.

 

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