Il sindaco di Galatone, Livio Nisi, ha sciolto le riserve e ha diffuso i nomi degli assessori che lo affiancheranno in giunta. E’ stato nominato anche il presidente del Consiglio: Giuseppe Bondi, 51 enne geometra.

La giunta Nisi, come promesso, sarà composta da due donne e cinque assessori(la quota rosa più alta del Salento): in amministrazione ci saranno anche due trentenni.
Il vicesindaco, con deleghe alla Polizia Municipale, Commercio e Protezione Civile è Claudio Botrugno, 50 enne, assistente amministrativo presso l’Istituto Comprensivo Polo 2 Galatina, consigliere più suffragato, con 308 voti, proveniente dal Pdl.
L’assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili, con deleghe alla Formazione e Servizio Civile, è ricoperto da Annamaria Campa, 34 enne docente di scuola secondaria, coordinatrice cittadina del Popolo delle Libertà. Le deleghe al Bilancio, Tributi e Sport sono state affidate, invece, all’imprenditore Aurelio Colazzo, 54 enne, ex calciatore e dirigente dell’U.S. Galatone. Cultura, Pubblica Istruzione e Promozione turistica saranno affidate  a Giovanna Rizzo, 40 enne impegnata da tempo in politica, prima con An, oggi con il Pdl.
In giunta anche un altro trentenne, Ivan Roseto, 35 enne capotecnico informatico, sottoufficiale dell’arma Aeronautica all’84° Centro S.A.R. di Brindisi, che si occuperà di Igiene e Territorio, Politiche Ambientali e Tutela del verde pubblico.

Sindaco, come ha scelto i suoi uomini, con quali criteri?

«I nomi e le biografie rivelano come ogni categoria sociale sia ben rappresentata: oltre al fatto che si tratta di assessori radicati sul territorio,  che raccolgono consensi, sono esperti, competenti, hanno grinta passione e predisposizione al gioco di squadra. Ho mantenuto la promessa: ci sono due giovani e un 40 per cento di donne».


Quella della sua squadra è stata una vittoria sofferta, in un quadro difficile, con un centrodestra frammentato.

«Sì, ma avevamo visto bene: ci siamo posti come alternativa al centrodestra uscente, abbiamo evitato di fare  ‘inciuci’ e la gente ha premiato la nostra coesione e il nostro programma».

Lei ha bacchettato un po’ l’area a cui appartiene: subito dopo le elezioni ha detto che non si trattava di una vittoria del centrodestra, ma del popolo. Cosa voleva dire?

«Nella seconda tornata, di fatto, l’amministrazione uscente e l’area di centro, rappresentata dall’Udc, hanno ritenuto di cavalcare di più la candidatura di Casilli e questo ha scatenato la reazione  della gente che ha votato noi: per questo non posso dire vittoria del centrodestra, ma del popolo che ha voluto un rinnovamento senza infingimenti».

Come farà a recuperare i rapporti con il centrodestra?

«Cercherò di riallacciare con la parte sana del centrodestra: l’ho fatto nel secondo turno recuperando l’anima di An. L’onorevole Mantovano mi ha sostenuto, abbiamo recuperato anche frange che si sono avvicinate spontaneamente durante i ballottaggi. Speriamo che si possano ravvedere anche altri amici del centrodestra. Avendo ottenuto questo risultato dobbiamo guardare a tutto il popolo di Galatone e cercare il dialogo».

Quali sono i problemi più impellenti da risolvere?

«C’è una macchina amministrativa che va motivata e messa in moto: deve  di essere valorizzata. Noi puntiamo sulla valorizzazione delle risorse umane. Poi dobbiamo verificare la situazione finanziaria, che ci preoccupa per il rispetto del patto di stabilità: quest’anno lo stiamo sforando di circa due milioni di euro».

A quale rimedio state pensando?

«Dovremo fare sacrifici, bloccare alcune iniziative e tagliare le spese».

Qual è il primo provvedimento che metterete sul tavolo?

«La prima cosa che faremo sarà la riduzione dei costi della politica: cominceremo da noi, tagliando del 20 per cento i nostri compensi. Poi penseremo agli spazi verdi e alla raccolta differenziata: l’ecocentro dovrebbe risolvere i problemi delle periferie che spesso sono inondate di rifiuti».

Si sente al sicuro con questa maggioranza?

«Qualcuno pensa che sia una maggioranza debole, ma è una squadra di giovani che hanno voglia di fare e che possono fare bene. I presupposti per crescere e per fare bene ci sono tutti. Non deluderemo nessuno, ne sono certo».

Alberto Capraro

 

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