foto M. C. PedeMesagne,da tempo libera dai retaggi mafiosi degli anni novanta, questa mattina ha sfilato nel segno della legalità e contro tutte le mafie. La prima parte della giornata si è conclusa con il monito del sindaco Scoditti e del presidente Vendola: “richiamiamoci alle nostre responsabilità e i ragazzi si ribellino quando le istituzioni non danno risposte”

E’ tornato anche Don Ciotti a Mesagne, come aveva promesso all’indomani della strage di Brindisi, dove sarebbe passato proprio il giorno dell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone costato la vita a Melissa Bassi. Con lui tante associazioni, rappresentanze istituzionali da tutta Italia e le scuole di ogni ordine e grado di Mesagne.

La giornata, intitolata “Perche ognuno scelga da che parte stare”, si è aperta con il Consiglio comunale dei ragazzi, convocato in seduta straordinaria con a capo il sindaco Anna Paola D’Apolito e tutta la sua Giunta. I ragazzi, classe dirigente del futuro, hanno esternato i loro pensieri per quanto accaduto e rivolto alcune domande a Don Luigi Ciotti, il parroco che da sempre si batte contro l’illegalità. Al Consiglio hanno preso parte anche il papà di Melissa, Massimo,  il sindaco di Caporizzuto, Carolina Girasole, l’assessore regionale Nicola Fratoianni e tutti i rappresentanti istituzionalifoto M.C. Pede mesagnesi.

Nel suo lungo intervento, Don Ciotti ha chiesto a gran voce ai cittadini di Mesagne di non vergognarsi dell’appellativo “mesagnesi” perché non si tratta di un clan ma di un popolo onesto, laborioso, generoso, spesso costretto a emigrare, come i genitori di Melissa vissuti per anni in Toscana. “A chi di voi mi chiede da dove si comincia a dimostrare il riscatto di Mesagne e del territorio circostante, non posso che rispondere di cominciare dalle piccole cose, dai gesti semplici di solidarietà umana per andare aventi” ha commentato Don Ciotti, mettendo in guardia i ragazzi: “se trovate qualcuno che ha capito tutto, salutate e cambiate strada, perché siamo tutti piccoli, fragili, ci interroghiamo, non capiamo e abbiamo bisogno di imparare a sperare insieme”. Ha ricordato la stragi di Capaci e di via D’Amelio dove l’Italia perse i due pilastri per la lotta alla legalità, Falcone e Borsellino, ha ricordato le parole del giudice Caponnetto in via D’Amelio quando, in un momento di sconforto disse: “è finito tutto”. Lo stesso giudice che in seguito è andato in giro per le scuole d’Italia portando il racconto e la raccomandazione ai giovani di studiare, perché si comincia così a combattere, i criminali temono  la cultura e l’istruzione che crea coscienza civile.foto M.C. Pede

Al papà di Melissa ha fatto la promessa di dedicare per il prossimo anno, il concorso nazionale di conoscenza delle mafie che si svolge nelle scuole, alla memoria di sua figlia.

Al termine del Consiglio si è svolta la sfilata simbolica per le vie di Mesagne, terminata in Piazza Orsini del Balzo, dove i partecipanti venivano accolti sulle note della canzone “I cento passi” dei Modena City Ramblers, in ricordo del giornalista ucciso dalla mafia, Peppino Impastato. E non è passato inosservato il canticchiare di tutti i ragazzi, anche i più piccoli, segno di un radicamento sul concetto di legalità di cui prima fautrice dovrebbe essere la scuola.

Sul palco in Piazza, sono intervenute Sofia e Dalila, amiche di Melissa. Dalila, orgogliosa del suo paese, della sua gente e delle sue umili origini, ha fatto delle considerazioni sul modo in cui si è dipinto Mesagne dopo le tragiche vicende, stesso cruccio del sindaco Scoditti. “Non sapevo che il mio fosse il paese della mafia, l’ho appreso sabato scorso dai media, d’altronde di attentati se ne parla in tutta Italia”. Ha invitato i suoi compaesani a non avere paura, a non scoraggiarsi per quanto avvenuto ma a coalizzarsi in nome dell’onore e della dignità di Mesagne, costruita sui sacrifici delle passate generazioni. Ha chiesto alla classe politica presente, di ascoltare i giovani, le loro istanze e le loro esigenze, anche quando i riflettori su Mesagne si saranno spenti. Nel suo intervento, il governatore regionale Vendola ha esortato a non avere timore di denunciare, a non avere paura di fare i nomi dei mafiosi, di metterci la faccia, come recita l’iniziativa del quotidiano locale online news.mesagne.me, che per l’occasione ha raccolto in un album fotografico il volto di chi è disposto a lottare.  La giornata della legalità prosegue dalle 19,00 con altre iniziative.