E’ dedicato alle “Reti d’impresa” il servizio di apertura del nuovo numero del Notiziario Industriale di Confindustria Lecce, che auspica un cambio di mentalità tra le imprese meridionali che, collaborando tra loro, possono riuscire a superare definitivamente l’ostacolo della crisi.

Completa il servizio la “testimonianza” di Antonio Bianchini e Marco Belisario, rispettivamente presidente e vice presidente del Polo Alta Moda dell’Area Vestina, un raggruppamento di otto imprese che hanno raggiunto in due anni 250 milioni di euro di fatturato, dando lavoro a ben 1500 dipendenti. Dal contratto di rete parte anche il presidente di Confindustria Lecce, Piernicola Leone de Castris, nel suo editoriale, per parlare del futuro della Confindustria.

Ampio l’articolo che illustra uno dei più importanti progetti di riconversione industriale realizzati con Fondimpresa, che, con la collaborazione del Ministero e dei sindacati, ha consentito di riqualificare 159 dipendenti ex Bat e ricollocarli in altre realtà industriali dei settori della metalmeccanica, dell’aeronautica, del turismo e dell’energia. Il progetto verrà utilizzato da Fondimpresa come best practice a livello italiano.

Non poteva mancare un pezzo dedicato alle celebrazioni per i 150 anni della fondazione della Camera di Commercio.

Nutrito lo spazio dedicato alle attività dell’Associazione: dagli incontri istituzionali ai bandi per gli investimenti; dall’internazionalizzazione al turismo, ai progetti di Confindustria Lecce e Ance Lecce per lo sviluppo della città. Presente anche un inserto sulla Customer Card, che riporta tutti i centri convenzionati e la scontistica riservata.

In anteprima, il programma del grande convegno della “rete Reforme” che si terrà nel capoluogo salentino a giugno, grazie all’impegno della Scuola Edile di Lecce.

Chiudono la rivista l’intervento con un servizio sulle nano spugne, la consueta rubrica sui libri e le notizie in breve.

Il periodico, diretto da Maria Rosaria Polo, responsabile Ufficio Comunicazione Confindustria Lecce, viene diffuso gratuitamente presso le imprese associate, gli Ordini Professionali, l’Università, le istituzioni e gli enti locali, i principali istituti di credito territoriali e nazionali, le associazioni di categoria locali e nazionali, i media locali, il sistema Confindustria, con una tiratura di circa 5.000 copie a numero.

Comitato di Redazione: Antonio Corvino, Ennio Montinaro, Gabriella Morelli, Toti Carpentieri. Alla redazione della rivista hanno collaborato i colleghi di Confindustria Lecce: Stefania Branca, Angelo Costantini, Romina Donadeo, Giuseppe Liaci, Andrea Luceri, Tiziana Mancarella, Cosimo Marra, Roberto Maruccio, Maria Grazia Sozzo, Flavia Trifance, Antonio Zuccaro.

Per la consultazione on- line:

http://www.confindustrialecce.it//Macrofunzioni/utility/OpenFile.asp?idDoc=10828

L’Ufficio Comunicazione

Segue editoriale pubblicato sul Notiziario Industriale a cura del Presidente di Confindustria Lecce Piernicola Leone de Castris

La sfida della Confindustria

di Piernicola Leone de Castris

L’attuale momento economico è carico di sfide per l’Europa, l’Italia, il Salento e i cittadini tutti. La crisi che, con alterne vicende, ci sta attanagliando sin dal 2008, esige una risposta forte, cui deve seguire un salto nella mentalità e nella cultura. Cominciando proprio dalle imprese. Il servizio di apertura di questo numero del Notiziario Industriale di Confindustria Lecce illustra uno strumento relativamente nuovo, “il contratto di rete”, che può essere il trampolino di lancio per superare definitivamente l’ostacolo della crisi. A patto che si riesca ad andare oltre quell’individualismo che è proficuo se letto nell’ottica dell’intraprendenza e del rischio che caratterizzano l’attività d’impresa, ma che diventa quasi un ostacolo nell’epoca della globalizzazione, quando la competizione si gioca a grandi distanze e fra territori.

Il nostro Paese può ripartire, se tutti cercheranno di seguire l’esempio dei tanti imprenditori che sono riusciti a fare business e risultati economici più che positivi proprio grazie alle reti.

Tuttavia, “fare squadra”, oggi, non è sufficiente. Occorre tornare alla centralità dell’impresa. Occorre valorizzare l’impresa stessa come motore dell’economia. Occorre che gli imprenditori riprendano ad essere protagonisti dello sviluppo in Italia e nel Sud in particolare.

Questa è la sfida che il nuovo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, è stato chiamato ad affrontare e superare. Ad Emma Marcegaglia, presidente uscente, è necessario rivolgere un sentito ringraziamento per l’impegno, la passione e l’energia che hanno contraddistinto il suo mandato. Il sistema imprenditoriale ha avuto modo di apprezzarla per la sua decisione e la sua pragmaticità, anche quando, di fronte al rapido divenire degli eventi, ha dovuto adottare scelte coraggiose, forse anche impopolari ma fondamentali ed urgenti.

Il cavaliere Squinzi, suo successore, si troverà, da subito, ad affrontare vicende altrettanto delicate e nevralgiche per la crescita del sistema economico e sociale.

Al presidente di Confindustria, come auspicato nell’ultimo Comitato Mezzogiorno, si chiede grande attenzione per l’Europa e, contemporaneamente, un approccio dedicato sia al mondo delle grandi imprese – magari cercando di agevolare il riavvicinamento al sistema di storiche realtà imprenditoriali italiane – sia a quello delle piccole e medie. La nuova squadra confindustriale dovrà fungere da pungolo per il governo affinché si proceda nel più breve tempo possibile a riforme urgenti che vadano nella direzione dell’ammodernamento dell’apparato burocratico, che oggi è uno dei più grandi ostacoli alla nostra competitività, insieme alla difficoltà di accesso al credito ed ai ritardati pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni.

Nel meridione, in particolare, poi, gli imprenditori chiedono attenzione per il Territorio, perché, come noto, un Sud competitivo rende più forte il Paese intero. Non servono né politiche aggiuntive, né un assistenzialismo fine a se stesso. Il Sud vuole essere messo nelle condizioni di competere ad armi pari con il resto del globo. Il Mezzogiorno, in sostanza, deve tornare ad essere la priorità del Paese, all’interno di un progetto di sviluppo complessivo che rimetta imprese e politica sulla rotta della responsabilità e dell’efficienza. Su tale progetto Confindustria, come ha già fatto in passato, può dare un contributo determinante, favorendo la diffusione delle migliori esperienze in termini di ricerca ed innovazione, di partnership tra imprese, di internazionalizzazione, di investimenti.

E’ la sfida di una Confindustria che è stata chiamata al rinnovamento e che potrà contare certamente sull’impegno delle singole Associazioni. A partire da Lecce.

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