Foto Francesco MoscagiuliHanno un volto ed un nome presunto mandante e uno dei probabili aggressori in cui rimasero gravemente feriti gli imprenditori leccesi Fabio Margilio e Alessandra Ruggieri vittime di un brutale pestaggio lo scorso 18 febbraio 2011.

 

Nelle scorse ore gli agenti della squadra mobile, guidati dal dirigente Michele Abenante, hanno sottoposto alla misura degli arresti domiciliari Antonio Greco, 47enne di Caprarica di Lecce, considerato il presunto mandante e Giuseppe Antonio Calogiuri, 50enne di Galugnano, frazione di San Donato. Secondo le indagini, quest’ultimo avrebbe partecipato all’aggressione insieme ad un’altra persona non ancora identificato. Come riferito nel corso della conferenza stampa, potrebbe essere questione solo di tempo. Si attendono infatti i risultati del test del Dna su un cappellino ritrovato sul luogo del pestaggio. A scatenare quell’inaudita violenza che ebbe un forte eco sull’opinione pubblica locale, hanno ricostruito gli inquirenti, ci sarebbero dissidi per questioni lavorative. Greco, infatti, risultava socio di minoranza della Ideas srl, società di cui Margiglio e moglie erano soci di maggioranza.

Gli attriti e i contrasti sarebbero sorti quando Greco avrebbe manifestato l’intenzione anche concreta di costituire una nuova società con stesso oggetto Foto Francesco Moscagiulisociale in provincia di Taranto, a Manduria, arrecando in tal modo un grave danno ai Margilio e determinando una situazione di mercato sleale nel settore delle case di cura locali. Le indagini hanno infatti accertato come Greco risultasse socio della nuova società appoggiandosi ad un prestanome. I Margilio avrebbero persino minacciato di avviare iniziative giudiziarie volte a bloccare tale attività inoltrando ricorso al Tar. In questa situazione di difficile gestione, sarebbe maturata la rappresaglia organizzata da Greco e compiuta da Calogiuri insieme ad un secondo complice. I due arrestati devono rispondere delle accuse di lesioni personali aggravate, violenza privata. Greco anche di ingiurie e diffamazione. Ad incastrare Calogiuri, il riconoscimento effettuato dalla Ruggieri che ha immediatamente incanalato sulla pista giusta gli inquirenti dopo che gli stessi avevano inizialmente ventilato l’ipotesi di un caso di estorsione. Calogiuri e Greco sono difesi dall’avvocato Silvio Verri.

 

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