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Ha respinto tutte le accuse l’imprenditore Bruno Filieri, 59 anni di Nardò, assistito dagli avvocati Giuseppe Bonsegna e Valentina Indennitate.

“Io non c’entro nulla- ha detto- davanti al gip Carlo Cazzella nel corso dell’interrogatorio di garanzia- ho rapporti con gli altri soci della cooperativa, e con i lavoratori italiani ed extracomunitari, ma sono estraneo a quanto mi contestate.”

Si sarebbe invece avvalso della facoltà di non rispondere l’imprenditore Giovanni Petrelli, 50 anni di Carmiano, interrogato per rogatoria a Siracusa, e assistito dagli avvocati Amilcare Tana e Francesco Galluccio Mezzio.

Sono proseguiti in mattinata gli ascolti dei cosiddetti“nuovi schiavisti” arrestati due giorni fa, nel corso dell’operazione Sabr, condotta dai carabinieri del Ros di Lecce. Un’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, che ha sgominato una presunto sodalizio che avrebbe sfruttato e schiavizzato extracomunitari, per molte ore sui campi, con una paga da fame e in condizioni disumane.
Associazione a delinquere, riduzione in schiavitù, tratta di persone, sono solo alcuni delle accuse contestate alle sedici persone finite in manette nelle scorse ore: sarebbero i membri di un’organizzazione piramidale che avrebbe al vertice il datore di lavoro (i vari imprenditori proprietari dei terreni) e sarebbe costituita da caporali, dai cassieri, vivandieri, e dai capo squadra. Una sorta di holding che avrebbe sfruttato la manodopera dei clandestini, con una paga da fame (fra i 22 e i 25 euro al giorno), costringendoli a lavorare dodici ore al giorno.