Mentre il sindaco Paolo Perrone continua a incontrare tutti gli uomini che lo hanno supportato, spuntano nuove sorprese: al posto di Borgia entra in Consiglio Comunale Oronzino Tramacere.

I 26 ‘reclami’ presentati all’Ufficio centrale cominciano a dare i primi frutti: si è scoperto che nei verbali in possesso del Comune non sono stati riportati i 58 voti che permettono al commercialista e già consigliere di amministrazione della Sgm di entrare a Palazzo Carafa dalla porta principale. Potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione: una commissione lavorerà fino al 15 giugno per verificare se c’è corrispondenza tra i verbali e le tabelle di scrutinio.
Intanto Borgia non risulta più essere l’ultimo degli eletti della lista del sindaco, ma riuscirà a scattare ugualmente quando Andrea Guido, il più suffragato di “Lecce città del mondo”, sarà nominato assessore.
Qualche consigliere commenta la notizia con amarezza, chiedendo l’anonimato:“Questo dimostra che alcuni presidenti e rappresentati di lista sono inaffidabili. Bisognerebbe puntare una lente anche sui voti validi annullati, perché se qualcuno scrive il tuo nome e cognome non puoi annullare il voto”. Nei corridoi di Palazzo Carafa gli scontenti regalano già da tempo queste analisi al fiele.
Sono in molti a lamentarsi per i voti annullati, soprattutto chi non è riuscito a coprire tutte le sezioni con un proprio rappresentante di lista: “Avere un uomo in tutte le 102 sezioni può avere un costo che non tutti si possono permettere”. Ma ormai è tardi per le recriminazioni: “Chi non ha avuto dei rappresentanti di lista pronti a battagliare e a verbalizzare le contestazioni dovrà mettersi l’animo in pace – spiega Giangi Pellegrino, noto avvocato amministrativista– perché, anche se hanno annullato dei voti validi, che esprimevano chiaramente il consenso, senza la contestazione a verbale è impossibile fare ricorso”.
Intanto, in queste ore, continuano gli incontri interlocutori per costruire la squadra di Perrone. Quattro assessori su dieci consiglieri al Pdl, mentre gli alleati Io Sud, Fli e Regione Salento avranno un assessore: questo è lo schema basato anche sui patti stretti prima delle elezioni.
Accordi elettorali difficili da digerire per alcuni consiglieri eletti nel Popolo delle Libertà, che in queste ore  si stanno contendendo un assessorato, ma che potrebbero essere superati da consiglieri di altre liste che hanno totalizzato molti meno voti. Anche le due liste che fanno capo rispettivamente al sindaco e al consigliere regionale Marti avranno un assessore: oltre ad  Guido, in giunta potrebbe entrare per Lecce Città del Mondo, in quota rosa, Giordana Guerrieri, mentre Pasqualini, il più suffragato della lista, potrebbe rimanere a bocca asciutta.
Fli avrà un rappresentante in giunta: Alessandro Delli Noci dovrebbe incassare l’assessorato alle Politiche Giovanili e forse anche la delega alle Politiche Comunitarie. La Regione Salento spinge per un assessorato incisivo come quello all’Ambiente, ma il sindaco potrebbe chiedere a Pagliaro di accontentarsi della presidenza del Consiglio. Se Regione Salento dovesse prendersi un assessorato, alla  Puglia Prima di Tutto andrà il Presidente del Consiglio o la presidenza di Sgm, ma è ancora presto per dire l’ultima parola.

Nel Pdl c’è un’atmosfera rovente, perché è il momento di decidere a chi andranno le poltrone più importanti: al primo degli eletti del Pdl, Gaetano Messuti, spetta l’Urbanistica o i Lavori Pubblici. Anche D’Autilia attende che Perrone gli affidi uno di questi due importanti assessorati, mentre Monosi sarà, molto probabilmente, assessore al Bilancio e Tributi. Perrone deve trovare un posto importante anche per Angelo Tondo ed è probabile che riservi a Coclite l’assessorato alla Cultura e Turismo. Il ruolo di vicesindaco dovrebbe essere ricoperto da una donna: qualche giono fa si pensava a una esponente di Io Sud. Il primo cittadino sembra non avere fretta, ascolta tutti con calma e riflette sapendo che, inevitabilmente, in molti non potranno avere quello che chiedono.

Eliana Degennaro

 



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