Si è avvalso della facoltà di non rispondere il carabiniere salentino, arrestato venerdì scorso dai militari del Nas di Trento, che in mattinata è comparso davanti al gip del tribunale di Treviso per l’interrogatorio di garanzia e la convalida dell’arresto.

Alessio Schirinzi, body-builder e militare di Martano, di 31 anni, in servizio presso la stazione di Pederobba, in provincia di Treviso, dovrà restare ai domiciliari nella sua casa di Caerano di San Marco.
Nel corso dell’udienza, il carabiniere arrestato ha preferito non rispondere alle domande del giudice. Il suo avvocato difensore, a giorni, depositerà le memorie difensive, in cui chiederà la scarcerazione per il suo assistito ed il venir meno della contestazione relativa all’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti (accusa contestata a tutti gli arrestati, tra i quali anche due finanzieri ed un militare dell’Esercito). Sarà il tribunale del Riesame di Trento a decidere sulla sua libertà.
Il carabiniere salentino è finito in manette insieme ad altre tredici persone, coinvolte nell’operazione dei carabinieri del Nas di Trento, denominata “Minotauro”, che hanno smantellato un sodalizio dedito al traffico illegale ed internazionale di anabolizzanti e sostanze dopanti che, importate via posta dai paesi dell’Est, arrivavano a Taranto e Bari e da qui, via aerea, raggiungevano il Trentino e Brescia. In otto mesi, il sodalizio sarebbe riuscito a guadagnare circa 300mila euro.

 

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